Il percorso
Tutti i 133 argomenti di grammatica nell’ordine in cui si reggono a vicenda — numerati da 1 a 133.
I tuoi progressi a colpo d’occhio
Ogni petalo è una categoria: dentro gli argomenti facili, fuori quelli difficili. Tocca un petalo per vedere solo i suoi argomenti.
A che punto sei adesso?
- A1Presentarsi, fare domande, dire le cose di ogni giorno.
- L'alfabetoVentisei lettere, i loro nomi e come si fa lo spelling di un nome.
- Le vocaliToniche suonano piene; atone, quasi per niente.
- Le vocali nasali: ã, õ, ãoLa vocale passa dal naso — e la n non si sente.
- Consonanti: s, z, r, lh, nh, chLe lettere che non suonano come in italiano.
- Accento tonico e accenti scrittiDove cade l'accento — e quando un segno lo mostra.
- Il verbo serIl tuo sono qui si divide in due parole: sou e são.
- I verbi in -arLo stesso gruppo, con due desinenze diverse: la seconda singolare e la terza plurale.
- L’articolo determinativoQui l'articolo non si elide mai, così il genere si vede sempre.
- Maschile o femminileIn italiano la vocale finale porta due cose; qui ne porta una sola.
- Fare una domandaQui c'è un é que che l'italiano non ha — e non vuol dire niente.
- Stato e moto a luogo« Dal medico » non ha traduzione: qui si va ao médico.
- Rivolgersi: tu, você, o senhorAnche tu dai del lei in terza persona — ma il pronome qui non si mette.
- Il verbo estarsto mangiando qui diventa estou a comer, con una preposizione in mezzo.
- I verbi in -er e in -irIl tuo -iamo vale per tutte e tre le coniugazioni; qui le tre restano separate.
- Il pretérito perfeito: faleiNessun ausiliare: la forma è il tuo passato remoto e il senso è il tuo passato prossimo.
- Il futuro con ir: vou falarUn futuro con « andare », che l'italiano non costruisce.
- Essere: ser o estar?sono tedesco e sono stanco prendono qui due verbi diversi.
- Potere e volere: poder, quererQui la terza persona di querer finisce in r, e non c'è dittongo da ricordare.
- Preposizioni articolate: do, naÈ il tuo sistema — tranne per, che in italiano non si fonde e qui dà pelo.
- Il pluraleanimal fa animais: la consonante cade e resta un dittongo.
- L’accordo dell’aggettivoQui un aggettivo può finire per consonante: azul, comum, feliz.
- I possessiviIl tuo suo è qui dele; il seu portoghese vuol dire « di Lei ».
- La negazione con nãoI tuoi no e non qui sono una parola sola: não.
- Espressioni con terL'età si ha anche in italiano: ho vent'anni è tenho vinte anos.
- Le preposizioni a, em, deAnche por si fonde qui: pelo, pela — il tuo per non lo fa mai.
- Formule di cortesia« Permesso? » qui è com licença, e « scusi » si divide in due.
- I sei verbi più irregolaripôr è il tuo porre, con la stessa famiglia dietro: compor, supor.
- L'articolo indeterminatouns e umas sono i tuoi alcuni, non i tuoi dei.
- Numeri, ore e dateI numeri hanno un genere, e l'ora sta al plurale — come nel tuo « sono le tre ».
- Le parole interrogativeIl tuo perché unico qui si divide in due, e la differenza è la posizione.
- C’è, ci sono: háIl tuo ci sono qui non esiste: há non conta.
- A2Parlare di quello che è successo e dire che cosa si ha in mente.
- Dove sta l'aggettivoIl tuo bella giornata qui va dietro, se non si vuole dare un giudizio.
- Dimostrativi: este, esse, aqueleFra questo e quello qui ce n'è un terzo: esse, quello che sta da te.
- Verbi come gostar de« Mi va un caffè » qui è un verbo: apetece-me.
- L’imperfeito: falavaIl tuo imperfetto — con un'altra lista di irregolari, e porre in tutte e due.
- L'imperativo per tuIn italiano solo i verbi in -are fanno così; qui lo fanno tutti.
- I tre modi di dire « dovere »Il tuo dovere qui si divide in tre, e la differenza si sente.
- Le parole in -ãoTre plurali per una desinenza — e mãos e mães sono due parole diverse.
- I verbi che cambiano radiceIl tuo -isc- entra in quattro forme; qui una vocale cambia in una sola.
- Articolo e possessivo: o meu carroIl tuo la mia macchina è qui o meu carro: nessun altro lo ha già come te.
- Il comparativoIl tuo più buono qui non esiste: melhor e basta.
- I pronomi complementoQui l'enclisi vale anche con il verbo coniugato — e si scrive con un trattino.
- Il verbo ficarDove finisce estar comincia ficar: il passaggio da uno stato all'altro.
- Perfeito o imperfeito?La scelta è la tua; il tempo dell'evento è quello che tu riservi ai libri.
- Il Presente per il futuroLa ritirata del futuro è la stessa; qui però il presente non è rimasto solo.
- Imperativo per você e o senhorAl plurale tu torni al voi; qui si aggiunge una m e basta: falem.
- Sapere e conoscereIl tuo so qui è sei, e conosco è conheço.
- Le forme riflessive: lavar-seIl pronome passa dietro il verbo, attaccato con un trattino.
- Il participio: falado, feito, escrito-ado e -ido — e una buona dozzina di verbi che fanno a modo loro.
- Verbo + infinito direttoIl tuo « devo » qui è « tenho de ».
- Il diminutivo: -inhoIl tuo -ino crea spesso una parola nuova; questo -inho quasi sempre resta un tono.
- I verbi con preposizione fissa« Pensare a » qui prende em, ed è l'unica delle tue che cambia.
- La doppia negazioneIl tuo non … più qui è já não, con l'ordine rovesciato.
- Relativi: que e quemIl tuo cui qui si divide: quem per le persone, de que per le cose.
- Il condizionale di cortesiaDue forme cortesi in concorrenza, e quella che sentirai di più è la meno prevedibile.
- Il superlativo assoluto: -íssimoQui vivono le forme dotte che l'italiano ha quasi perso.
- Pronomi dopo preposizione: comigoIl tuo con me qui è una parola sola: comigo.
- Gli accentiDue segni che l'italiano non ha: la cediglia e la tilde.
- Azione in corso: estar aIl tuo sto mangiando è la forma brasiliana; il Portogallo dice estou a comer.
- L’articolo con paesi e nomiIl tuo « la Maria » è regionale; qui è la norma in tutto il paese.
- Le forme irregolari del PerfeitoL'elenco è quasi il tuo del passato remoto: fui, tive, fiz, disse, pus.
- Imperativo e pronomiDopo una r, una s o una z il pronome prende una l: fazê-lo.
- Chiedere con cortesiaSenza un se faz favor in fondo, la richiesta suona secca.
- Il possesso con de: do Pedrodi Pietro è qui do Pedro: nella fusione c'è anche l'articolo.
- Gli avverbi in -menteIl tuo parla veloce qui vuole rapidamente.
- todo e tudo, algum e nenhumtodo accompagna un nome, tudo sta da solo — li separa una lettera.
- Maiuscole e punteggiaturaL'apostrofo qui quasi non esiste: le contrazioni si scrivono per intero.
- B1Spiegare come stanno le cose, motivare, riferire.
- Verbi al posto di avverbiSolo « stare per » ha qui un gemello: le altre quattro sono vocabolario.
- Il futuro simplesL'infinito resta intero: falarei, non « falerei ».
- Il passivo con serL'agente non prende da ma por — e un ausiliare solo per essere e venire.
- Il congiuntivo: le formeAnche il tuo congiuntivo esce dalla prima persona: faccio, faccia — falo, fale.
- Nomi con due generi e due sensiil capitale e la capitale sono qui o capital e a capital: la coppia è la stessa.
- Non dovere e non potere« Non c'è bisogno di » qui perde il bisogno: não é preciso.
- Il se impersonale« A gente » vuol dire noi e si coniuga al singolare — tu non hai niente di simile.
- L'infinito con a« Cominciare da » qui è « começar por ».
- Per: por o paraIl tuo per è quasi sempre por; para è la casella nuova.
- L'infinito personale« Prima che usciamo » qui è un infinito con la persona dentro.
- Riferire un'affermazioneIl pronome sta dietro al verbo, attaccato con un trattino.
- Il condicionalUna sola r separa qui il passato dal condizionale — in italiano non si somigliano per niente.
- Il passivo con seIl tuo si passivante, con il pronome attaccato dietro.
- Quando serve il congiuntivo« Penso che » in italiano è congiuntivo e qui è indicativo.
- I nomi compostiLa tua scelta fra da e di qui sparisce: de fa tutti e due.
- L'infinito con de« Dimenticare di » qui è riflessivo: esquecer-se de.
- Cambi di grafia nei verbiL'italiano lascia cambiare il suono; il portoghese cambia la lettera per non farlo cambiare.
- Il trapassato: tinha falado, falaraDei tuoi due trapassati, quello remoto qui è una parola sola: falara.
- La condizione possibileIl tuo « se ho tempo » qui dice un'abitudine, non un'occasione.
- L’imperativo negativo« Non parlare » è un infinito; qui il negativo si coniuga.
- Supporre con deverLa supposizione negata è la tua: não deve saber, « non deve saperlo ».
- Azione reciproca: veem-se« Ci siamo conosciuti » qui è conhecemo-nos: una parola sola e una s in meno.
- Il pronome prima del verboIn italiano decide la forma del verbo; qui decide la frase.
- Le domande indiretteDopo « non so se » tu metti spesso il congiuntivo; qui resta l'indicativo.
- Rivolgersi senza pronomeTogliere il pronome è la mossa più cortese, e l'italiano non ce l'ha.
- Portoghese europeo e brasilianoL'italiano ha uno standard scritto e molti parlati; qui gli standard scritti sono due.
- Verbi che prendono a, de e em« Pensare a » qui diventa pensar em; « pensare di » resta pensar de.
- Quale futuro scegliereNon è un peso da spostare: la casella di « vou » in italiano non esiste.
- Estar + participio: lo statoQui il confine fra processo e stato lo segna un secondo verbo « essere ».
- Il congiuntivo del futuroIl tuo « quando avrò tempo » qui non è un futuro ma un congiuntivo.
- Nomi collettiviIl tuo « si va al cinema » qui si dice a gente vai: un sostantivo al posto del si.
- Aggettivo o nome + infinitoIl tuo « da » qui si divide fra para e de.
- Aggettivi con preposizioneDove tu metti per o a, qui arriva spesso com.
- Le congiunzioniIl tuo « anche se » con l'indicativo qui non ha un gemello diretto.
- Riferire una richiestaIl tuo « non aspettare! » è già un infinito; qui sono due parole diverse.
- Consigliare e raccomandareIl tuo dovresti è un condizionale; qui il consiglio sta all'imperfetto.
- Verbi che con se cambiano senso« Osare » qui è riflessivo: atrever-se.
- Il futuro dopo quando e seLa forma nuova si costruisce sulle radici che conosci dal passato remoto.
- Terza plurale impersonale« Mi hanno rubato la borsa » è la stessa mossa, e qui non vuole nessun soggetto.
- Il conjuntivo nella relativaChi non è ancora noto va al conjuntivo — come nel tuo « cerco qualcuno che parli ».
- I mestieri al femminileIl tuo -essa qui non esiste: professora, doutora, con una -a e basta.
- Estar a + infinito e gerúndioIl tuo presente semplice dice anche « adesso »; questo no.
- B2Diventare precisi: posizione, sfumatura, subordinata.
- La condizione irrealeQui l'imperfetto nella principale è la norma, non il parlato sciatto.
- La concordanza dei tempiIl passato da cui si parte è semplice, non composto.
- Il futuro di supposizioneQui la supposizione non chiede nessun forse: basta la forma.
- Il congiuntivo imperfettoIl tuo imperfetto congiuntivo, costruito però dal passato remoto.
- Condizioni senza se« A meno che » qui non vuole nessun non.
- Il perfeito composto: tenho faladoHo parlato non è tenho falado: qui la forma composta racconta una ripetizione.
- I modali al passatoPotevo contro ho potuto — qui sono due forme semplici, senza ausiliare.
- Far fare e lasciar fareIl tuo causativo sceglie fra « lo » e « gli »; qui la scelta non c'è.
- Altri relativi: cujo, o qualQui il possessivo relativo si accorda: cujo, cuja, cujos.
- Riferire una domanda« Che cosa », « cosa » e « che »: qui una parola sola.
- Condizioni misteAnche qui « se » non prende mai il condizionale — e in italiano si sente dire il contrario.
- Il Futuro compostoDopo quando qui non basta il futuro anteriore: serve la forma composta del conjuntivo.
- Il conjuntivo perfeito e la concordanza dei tempiUna principale al presente e una subordinata che guarda indietro.
- I verbi introduttoriQui davanti all'infinito non ci va nessun « di ».
- Desideri e rimpianti« Vorrei che » qui scende di un tempo: gostava que, all'imperfetto.
- C1Le finezze: tono, registro, forme rare.
- Il soggetto dopo il verboLo spostamento è il tuo; quello che cambia è il pronome attaccato al verbo.
- La condizione nel passatoUn ausiliare solo: teria ido, mai « sarei andato ».
- Il pronome dentro il verboTu il pronome lo attacchi in coda; qui lo si mette dentro.
- Regolamenti e cartelli« Vietato fumare » qui vuole un verbo: é proibido fumar.
- Lo stile nominaleLo stile è il tuo; quello che va imparato sono tre locuzioni fisse.
- Congiunzioni al posto di se« Purché » e « a patto che » qui sono desde que e contanto que.
- Attenuare e smorzareIl tuo « pronto? » al telefono qui è un'altra parola — e « pronto » vuol dire « ecco fatto ».
- C2Quel che resta, e che anche i madrelingua vanno a cercare.
- La forma semplice in -raUn tempo che si legge soprattutto — e due espressioni che dicono tutti.
- Il pronome nella lingua sostenutaDove sta il pronome nella scrittura curata — e che cosa bisogna saper leggere più che scrivere.
Il traguardo: tutta la grammatica
133 argomenti, dalle prime frasi agli ultimi ritocchi.
Come si legge il percorso. Ogni punto è un argomento di grammatica; un clic lo apre. Il colore del punto è la sua categoria, il colore del sentiero la difficoltà — verde e facile in alto, rosso bacca e difficile in basso. All’interno di un livello le categorie si susseguono, ma non serve seguirle in ordine: si può studiare un tempo verbale e intanto un argomento di un’altra categoria.
In ogni pagina di argomento puoi segnare a che punto sei — capito o non ancora sicuro. Il percorso lo mostra qui e indica il prossimo argomento aperto.
I tuoi progressi restano solo nel tuo browser. Senza JavaScript tutti gli argomenti ci sono comunque, solo senza i tuoi progressi.
Tutti gli argomenti in una panoramica Che cosa significa ogni livello
I tuoi progressi a colpo d’occhio