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A1  ·  Alfabeto e pronuncia

ch, sch, sp, st e finali dure

i suoni che l'italiano scrive in un altro modo

Due suoni per ch, «sc» di «scena» in sch, sp e st, e finali che si induriscono.

Qui la grafia italiana porta fuori strada due volte. In italiano «sch» si legge «sk», come in «schema»; in tedesco sch è il suono di «scena»: Schule, schön, Tisch. A inizio parola, o della parte che segue un prefisso, anche sp e st prendono quel suono: sprechen, Sport, Stadt, Straße, verstehen. Altrove si leggono come si scrivono: Fenster, ist.

E ch non è mai «k» come in «chiesa». Dopo a, o, u e au è un soffio raschiato in fondo alla bocca, come la jota spagnola: Bach, noch, Buch, auch. Dopo le altre vocali e dopo una consonante si fa davanti: un soffio leggero con la lingua nella posizione della i, quasi un «sci» sussurrato. ich, nicht, Milch, Mädchen. La finale -ig prende questo secondo suono nel tedesco standard: zwanzig, König.

A fine parola o di sillaba, b, d e g perdono la voce e suonano p, t e k: gelbfinisce con una pHundcon una tTagcon una k La grafia conserva la lettera dolce perché torna appena segue una vocale: Hunde, Tage. Così Rad (ruota) e Rat (consiglio) suonano esattamente uguali.

La r del tedesco standard si fa in fondo alla bocca, come una leggera raschiata: rot, Reise. Una r italiana con la punta della lingua si capisce benissimo, e nel Sud della Germania e in Austria si sente anche. Dopo una vocale, la r diventa quasi sempre una a breve e scura: hier, Tür, Uhr.

La forma

sch come «sc» di «scena»Schule, Tisch
sp e st all'inizio: con il suono di «scena»sprechen, Stadt
ch dopo a, o, u, au: in fondo alla boccaBach, Buch, auch
ch in tutti gli altri casi: davanti, leggeroich, nicht, Milch
la finale -ig si legge come -ichzwanzig, König
b, d, g finali suonano p, t, kgelb, Hund, Tag

Le regole una per una

La forma di questo argomento

  1. sp e st a inizio parola si leggono con il suono di «scena».

    Wir sprechen in der Stadt Deutsch.In città parliamo tedesco.

  2. Dopo a, o, u o au, ch si fa in fondo alla bocca.

    Ich lese auch ein Buch.Anch'io leggo un libro.

  3. Dopo ogni altro suono, ch si fa davanti.

    Ich trinke nicht gern Milch.Non mi piace bere il latte.

  4. b, d e g a fine parola suonano p, t e k.

    Der Hund schläft den ganzen Tag.Il cane dorme tutto il giorno.

Come riconoscerlo

  • sch
  • sp
  • st
  • ch
  • -ig
  • -b
  • -d
  • -g

Frasi di esempio

Die Schule ist nicht weit.La scuola non è lontana.

Ich verstehe die Frage nicht.Non capisco la domanda.

Das Buch kostet zwanzig Euro.Il libro costa venti euro.

Wir spielen Sport im Park.Facciamo sport nel parco.

Das Rad ist gelb.La bici è gialla.

La trappola tipica di chi parla italiano

Attenzione

L'occhio italiano legge ch come in «chiesa» e sch come in «schema», e così ich diventa «ik» e Schule diventa «skule». Nessuno dei due suoni è tedesco. Se il soffio leggero non viene ancora, un «sci» sussurrato è più vicino di qualunque k. L'altra trappola è nello scritto: siccome Hund si sente con una t finale, viene voglia di scriverlo con la t. Metti la parola al plurale — Hunde — e la lettera giusta torna a sentirsi.

Sbagliato:Der Hunt schläft.
Giusto:Der Hund schläft.

A fine parola b, d e g suonano p, t e k: il plurale mostra la grafia.

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