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Pronuncia del tedesco: 36 coppie minime da ascoltare

Una coppia minima sono due parole che si distinguono per un solo suono. Chi le distingue ha il suono. Chi no, dice per anni la stessa parola e si stupisce che gli chiedano che cosa intendesse.

Questa lista è più corta di quelle solite perché segue una sola regola: contiene solo le distinzioni che in italiano non esistono. Una differenza che la propria lingua fa già non costa fatica; quelle che non fa sono quelle da esercitare.

Per questo ciascuno dei 7 gruppi dice prima che cosa fa invece chi parla italiano. È questa l’informazione vera; le parole sotto sono le prove. Qui non c’è trascrizione fonetica: chi conosce i simboli non ha bisogno di questa pagina, e a chi non li conosce non dicono nulla.

Tür o Tour

Le vocali arrotondate anteriori ü [yː ʏ] e ö [øː œ], contro u, o, i ed e.

Che cosa succede: L’italiano standard non ha nessuna vocale fatta insieme con la lingua in avanti, come per la «i», e le labbra arrotondate, come per la «u». Davanti a una ü l’italiano sceglie una delle due metà: mette una «u» e Tür diventa Tour, oppure una «i» e für diventa vier. Con la ö succede lo stesso tra «e» e «o»: schön scivola verso schon, können verso kennen. Per la [yː] di’ una «i» lunga, tieni la lingua esattamente dov’è e arrotonda le labbra come per fischiare; per la [øː] fai lo stesso partendo dalla «é» chiusa. Se arrotondando la lingua arretra, sei tornato a una «u» o a una «o». Chi parla lombardo, piemontese o ligure ha già questi due suoni in casa, nel dialetto: basta riconoscerli.

UnasignificaL’altrasignifica
Tourgiro, tourTürporta

Die Tour beginnt vor der Tür des Museums.La visita guidata parte davanti alla porta del museo.

Tour viene dal francese e ha una u lunga [uː]: è la vocale che l’italiano tende a mettere anche in Tür.
MuttermadreMüttermadri

Eine Mutter, zwei Mütter.Una madre, due madri.

Qui la dieresi da sola fa il plurale, come in Bruder e Brüder. Con una «u» italiana, Mütter torna singolare. E la tt non si raddoppia.
vierquattrofürper

Vier Karten für heute Abend, bitte.Quattro biglietti per stasera, per favore.

Cambiano solo le labbra: distese per vier, arrotondate per für. La lingua non si muove. Con una «i» in für si dice vier.
schongiàschönbello

Es ist schon spät, aber der Abend war schön.È già tardi, ma è stata una bella serata.

kennenconoscere (una persona, un luogo)könnenpotere, sapere (fare)

Sie kennen das Lied, aber sie können es nicht singen.Conoscono la canzone, ma non la sanno cantare.

Qui la ö si oppone alla e, non alla o: senza arrotondare le labbra, können resta kennen.
druckenstamparedrückenpremere, schiacciare

Sie müssen zweimal drücken, um zu drucken.Bisogna premere due volte per stampare.

mussteho dovuto, dovevomüsstedovrei

Gestern musste ich arbeiten, und heute müsste ich eigentlich auch.Ieri ho dovuto lavorare, e a dire il vero dovrei farlo anche oggi.

La stessa dieresi trasforma konnte in könnte e wurde in würde: è tutta la differenza tra ciò che è successo e ciò che succederebbe, come tra «dovevo» e «dovrei».

Stadt o Staat

Vocale breve contro vocale lunga: [a] e [aː], [ɛ] e [eː], [ɔ] e [oː].

Che cosa succede: In tedesco quasi ogni vocale ha una forma breve e una lunga, e la durata da sola separa due parole: [ʃtat] è una città, [ʃtaːt] uno Stato. L’italiano conosce la differenza senza saperlo: la vocale di «fato» è lunga, quella di «fatto» breve. Il guaio è che in italiano la differenza la porta la consonante doppia, e l’istinto la raddoppia anche in tedesco. In Bett, offen o Mutter la doppia scritta indica solo che la vocale è breve: la consonante si pronuncia semplice, e una «tt» all’italiana suona subito straniera. Nella i e nella u brevi cambia anche il timbre: sono più rilassate e aperte di quelle italiane. L’ortografia aiuta: consonante doppia dopo la vocale (Bett, offen) vuol dire breve; vocale doppia, ie o h muta (Staat, Miete, Höhle) vuol dire lunga, da tenere senza fretta.

UnasignificaL’altrasignifica
StadtcittàStaatStato

Die Stadt bekommt Geld vom Staat.La città riceve soldi dallo Stato.

La grafia dt non dice niente sulla durata: la vocale di Stadt è breve lo stesso.
BettlettoBeetaiuola

Vom Bett aus sieht sie das Beet im Garten.Dal letto vede l’aiuola in giardino.

Breve e aperta in das Bett, come la «è» di «letto» ma con una t sola; lunga e chiusa in das Beet.
offenapertoOfenforno

Die Tür vom Ofen ist noch offen.Lo sportello del forno è ancora aperto.

In offen la ff è una f semplice dopo una «ò» aperta e breve. In Ofen la o è lunga e chiusa, con le labbra ben arrotondate dall’inizio alla fine.
Mittemetà, centroMieteaffitto

Die Miete ist Mitte des Monats fällig.L’affitto si paga a metà mese.

L’istinto italiano dà la vocale giusta — lunga in Miete come in «mite», breve in Mitte — ma aggiunge una doppia che il tedesco non ha. La t di Mitte è semplice.
Schiffnaveschiefstorto, inclinato

Nach dem Sturm lag das Schiff schief im Hafen.Dopo la tempesta la nave era tutta inclinata su un fianco nel porto.

HölleinfernoHöhlegrotta, caverna

In der Höhle war es heiß wie in der Hölle.Nella grotta faceva caldo come all’inferno.

Tutte e due vogliono le labbra arrotondate. Cambiano la durata e, con essa, l’apertura: [œ] breve in die Hölle, [øː] lunga in die Höhle.

Beeren o Bären

La e lunga [eː] contro la ä lunga [ɛː].

Che cosa succede: Brevi, ä ed e suonano uguali: Wände e Wende si dicono allo stesso modo. Lunghe, sono due vocali diverse, e qui l’italiano parte avvantaggiato, perché le ha tutte e due: la ä lunga è la «è» aperta di «pèsca», il frutto; la e lunga è la «é» chiusa di «pésca» con la canna, ancora un po’ più chiusa, con la lingua più in alto. La difficoltà è un’altra: l’italiano scrive le due vocali con la stessa lettera, e molti parlanti del Nord le distribuiscono secondo abitudini proprie. Non fidarti dell’istinto: in tedesco decide la lettera, ä aperta ed e chiusa. Anche molti tedeschi del Nord le confondono; la pronuncia standard le tiene separate.

UnasignificaL’altrasignifica
BeerenbaccheBärenorsi

Im Herbst fressen die Bären viele Beeren.In autunno gli orsi mangiano un sacco di bacche.

«Bène» e «véro» danno le due vocali: la «è» aperta per Bären, la «é» chiusa, tenuta più a lungo, per Beeren.
sehenvederesäenseminare

Wir säen im März und sehen im Mai die ersten Blätter.Seminiamo a marzo e a maggio vediamo le prime foglie.

La h di sehen non si pronuncia: indica solo che la vocale è lunga. E la s iniziale di tutte e due è sonora.
EhreonoreÄhrespiga

Es war ihr eine Ehre, die erste Ähre zu schneiden.Per lei fu un onore tagliare la prima spiga.

gebendaregäbendaremmo, darebbero

Wir geben, was wir können; mehr gäben wir, wenn wir mehr hätten.Diamo quello che possiamo; se avessimo di più, daremmo di più.

Un congiuntivo appeso a una sola vocale, come musste e müsste. Dove la ä lunga e la e si sono fuse, solo la frase le distingue.

Kirche o Kirsche

I due suoni della ch, [ç] e [x], contro sch e k.

Che cosa succede: Qui l’italiano inciampa due volte: nel suono e nella lettura. In italiano «ch» si legge [k] («chiesa») e «sch» si legge [sk] («schiena»), mentre in tedesco sch è la [ʃ] di «scena» e ch sono due suoni che l’italiano non ha. Dopo a, o, u e au è [x]: metti la lingua dove sta per la «c» di «casa», ma senza chiudere, e lascia passare l’aria che raschia. Dopo i, e, ä, ö, ü, dopo ei ed eu, dopo l, n, r e nel suffisso -chen è [ç]: di’ una «i» lunga e soffiaci attraverso senza voce, con la lingua ferma contro il palato. L’italiano sostituisce la [x] con una k e la [ç] con una «sc», e ogni sostituzione è un’altra parola tedesca: Nacht diventa nackt, Kirche diventa Kirsche.

UnasignificaL’altrasignifica
Nachtnottenacktnudo

Es war eine warme Nacht, und die Kinder liefen nackt durch den Garten.Era una notte calda e i bambini correvano nudi per il giardino.

Sostituisci la [x] con una k e una parola diventa l’altra. Letta all’italiana, la ch di Nacht fa proprio questo.
achtottoAktatto (di un’opera teatrale)

Der erste Akt dauert acht Minuten.Il primo atto dura otto minuti.

KirchechiesaKirscheciliegia

Vor der Kirche verkauft sie Kirschen.Davanti alla chiesa vende ciliegie.

Dopo la r la ch è [ç]. Detta come la «sc» di «scena», la chiesa diventa una ciliegia; letta come la «ch» di «chiesa», non è più nessuna delle due.
TeichstagnoTeigimpasto

Die Reste vom Teig bekommen die Enten am Teich.Gli avanzi dell’impasto finiscono alle anatre dello stagno.

La g di der Teig si dice [k] perché chiude la parola. Nel suffisso -ig va oltre, fino a [ç]: wichtig, König.
welchche (esclamativo)welkappassito

Welch schöne Blumen — schade, dass sie schon welk sind.Che bei fiori — peccato che siano già appassiti.

bitte o bitter

La r in fondo alla bocca, e la r che diventa vocale.

Che cosa succede: La r italiana, vibrata con la punta della lingua, a inizio sillaba si capisce benissimo: si sente in Baviera, in Austria e in Svizzera, e nessuno la scambia per un altro suono. Quella più diffusa è però la [ʁ], fatta in fondo alla bocca, vicina a quella che in Italia si chiama r moscia. Il vero problema è la fine della parola. Lì -er non ha nessuna consonante: è una vocale breve e aperta, [ɐ], vicina a una «a» scura. L’italiano ci mette una r ben vibrata, e intanto dice la -e finale come una «e» piena, mentre in tedesco è la vocale debole e indistinta [ə], quella che molti dialetti del Sud hanno in fondo alle parole. La coppia bitte e bitter non si confonde, ma tutte e due le desinenze suonano sbagliate; e chi impara a togliere la r senza aprire la vocale finisce per dire bitte due volte.

UnasignificaL’altrasignifica
bitteper favorebitteramaro

Der Kaffee ist bitter — noch Zucker, bitte.Il caffè è amaro — ancora un po’ di zucchero, per favore.

La coppia da cui cominciare: bitte con una [ə] debole in fondo, non con una «e» piena; bitter con una [ɐ] aperta, senza vibrare la r.
eineuna (femminile)eineruno (di loro)

Einer der Gäste hat eine Frage.Uno degli ospiti ha una domanda.

La desinenza porta la grammatica: genere, caso, se segue un nome. Se -er e -e suonano uguali, la frase non torna più.
diesequesta, questi, questedieserquesto (maschile)

Dieser Stuhl ist bequem, diese Bank nicht.Questa sedia è comoda, questa panca no.

In tedesco Stuhl è maschile e Bank femminile: l’italiano dice «questa» due volte, il tedesco no.
WettescommessaWettertempo (meteorologico)

Ich gehe jede Wette ein, dass das Wetter hält.Scommetto quello che vuoi che il tempo regge.

LehreapprendistatoLehrerinsegnante

Nach der Lehre wurde er selbst Lehrer.Dopo l’apprendistato è diventato insegnante anche lui.

Due r diverse in una parola: la prima [ʁ] è una consonante, dove anche una r italiana va bene; la seconda [ɐ] è una vocale.

reisen o reißen

Sonora tra vocali, sorda in fondo alla parola.

Che cosa succede: La «s» tra due vocali divide l’Italia: al Nord è sonora, come in «rosa» detta a Milano, nel Centro-Sud è per lo più sorda. Chi viene dal Nord dice già bene reisen; chi viene dal Centro-Sud tende a dirlo con la s di «sole» e dice reißen. Il tedesco è netto: s davanti a vocale è sonora [z], anche a inizio parola (Seide, sehen), dove in italiano è sempre sorda; ß e ss sono sempre sorde, e mai doppie. In fondo alla parola o alla sillaba il tedesco rende sorde b, d, g e s: Rad e Rat sono tutte e due [ʁaːt], Tag finisce in [k]. L’italiano, che non chiude quasi mai una parola con una consonante, tende a tenerle sonore o ad aggiungere una vocale: Hund diventa «Hunde». Le coppie seguono la norma della Germania settentrionale e centrale; al Sud, in Austria e in Svizzera anche quella s è spesso sorda.

UnasignificaL’altrasignifica
reisenviaggiarereißenstrappare, rompersi

Beim Reisen kann schon mal ein Riemen reißen.Quando si viaggia, può capitare che si rompa una cinghia.

Tolta la desinenza, la differenza sparisce: er reist ed er reißt sono tutte e due [ʁaɪ̯st].
SeidesetaSeitelato, pagina

Auf der ersten Seite geht es um Seide.La prima pagina parla della seta.

La d e la t l’italiano le distingue senza fatica. Attenzione invece alla s iniziale, sonora in tutte e due le parole.
weisesaggioweißebianco

Die weise alte Dame trug eine weiße Bluse.La saggia signora anziana indossava una camicetta bianca.

In fondo alla parola le due si ritrovano: weiß — bianco, e anche «so» — è [vaɪ̯s].
heiserraucoheißerpiù caldo

Je heißer der Saal wurde, desto heiserer klang der Redner.Più la sala si scaldava, più l’oratore diventava rauco.

MusemusaMußecalma, tempo libero

Ohne Muße küsst einen auch die Muse nicht.Senza un po’ di calma, neanche la musa viene a baciarti.

Per dire che è arrivata l’ispirazione il tedesco dice von der Muse geküsst werden, essere baciati dalla musa.

Eis o heiß

Il colpo di glottide [ʔ] davanti a vocale, contro h e r.

Che cosa succede: Qui l’italiano ha due abitudini che in tedesco costano parole. La prima è la h: in italiano è muta («ho», «hanno»), in tedesco si sente, ed è un soffio come quando si appanna un vetro col fiato. Senza di essa Haus è aus e heiß è Eis. La seconda è il legamento: l’italiano appoggia la consonante finale sulla vocale che segue, e «un amico» si dice «u-namico». Il tedesco invece, davanti a una parola o a una radice che comincia per vocale, chiude un istante la gola e la riapre: è il colpo di glottide [ʔ], lo scatto che si sente all’inizio di una «a!» gridata di sorpresa. Legando all’italiana, am Ende diventa «a-mende» e vereisen diventa verreisen. Tieni la h ben soffiata e il colpo netto.

UnasignificaL’altrasignifica
Eisghiaccio, gelatoheißcaldo

Wenn es heiß ist, wollen alle Eis.Quando fa caldo, tutti vogliono un gelato.

ausfuori, daHauscasa

Um acht geht sie aus dem Haus.Esce di casa alle otto.

La coppia più insidiosa per un italiano: con la h muta, Haus e aus sono la stessa parola.
EndefineHändemani

Am Ende des Tages hatten alle kalte Hände.Alla fine della giornata tutti avevano le mani fredde.

Il colpo di glottide vale anche tra una parola e l’altra: am Ende è [am ˈʔɛndə], mai «a-mende».
vereisenghiacciareverreisenpartire (in viaggio)

Wir wollten morgen verreisen, aber die Straßen sollen vereisen.Volevamo partire domani, ma dicono che le strade ghiacceranno.

Il colpo sta dentro la parola, all’inizio della radice: ver|eisen [fɛɐ̯ˈʔaɪ̯zn̩]. Legando la r alla vocale, come farebbe l’italiano, si parte in vacanza invece di gelare.

Ascoltare e distinguere

Si sente una delle due parole e lei dice quale. Due possibilità vogliono dire che tirando a indovinare se ne prende la metà. Per questo ogni coppia compare due volte — una per parola. Chi non ha il suono si ferma al cinquanta per cento sulle due, e si vede; un singolo colpo non si vedrebbe.