Il percorso
Tutti i 131 argomenti di grammatica nell’ordine in cui si reggono a vicenda — numerati da 1 a 131.
I tuoi progressi a colpo d’occhio
Ogni petalo è una categoria: dentro gli argomenti facili, fuori quelli difficili. Tocca un petalo per vedere solo i suoi argomenti.
A che punto sei adesso?
- A1Presentarsi, fare domande, dire le cose di ogni giorno.
- L'alfabeto e fare lo spellingLe lettere di sempre, quattro in più e alcuni nomi diversi da quelli italiani.
- Vocali, Umlaut ed ei/ieOgni vocale è lunga o breve, e la grafia di solito dice quale.
- Consonanti: w, v, z, s, j e hLettere note che rappresentano suoni diversi da quelli italiani.
- ch, sch, sp, st e finali dureDue suoni per ch, «sc» di «scena» in sch, sp e st, e finali che si induriscono.
- Accento, maiuscole e ßAccento sulla prima sillaba, nessun accento scritto e maiuscola per ogni sostantivo.
- I casi: panoramicaQuattro lavori che un sostantivo può fare, quattro serie di desinenze — e una tabella che vale la pena imparare prima di tutto il resto.
- L’articolo determinativoSei parole distinte che fanno sedici mestieri: meno forme di quante la tabella lasci credere.
- Il presenteQuattro desinenze su una radice — e un tempo solo per quello che l'italiano dice in due modi.
- Il verbo al secondo postoUn elemento davanti al verbo — quello che si vuole, ma uno solo.
- I sei verbi modaliUn modello irregolare, sei verbi, e il verbo principale che aspetta in fondo alla frase.
- I tre generiNon una proprietà della cosa, ma della parola.
- Preposizioni con l'accusativoCinque parole, un caso, nessuna eccezione — vale la pena impararle come una fila.
- Numeri, date e oreTre sistemi regolari, e ognuno gira nella direzione opposta a quella italiana.
- Il nominativoChi lo fa — e con chi concorda il verbo.
- Articolo indeterminativo: ein, keinUn solo schema condiviso da nove parole — e tre caselle in cui non dice niente.
- Il Perfekt (passato prossimo)haben o sein più un participio alla fine — ed è così che i tedeschi parlano di ieri.
- Essere e avere: sein, habenIrregolari, inevitabili, e necessari due volte: come verbi e come macchina del passato.
- I pronomi personaliTre casi ciascuno, e le forme di dativo si usano molto più di quanto l'italiano lasci pensare.
- Aggettivo predicativo: ist großDopo sein, werden e bleiben l'aggettivo non cambia mai — conviene imparare questa posizione per prima.
- Le domandeNessun ausiliare e niente da aggiungere — il verbo si sposta e basta.
- Negare: kein o nichtUn nome vuole kein. Tutto il resto vuole nicht. È tutta qui la decisione.
- L’accusativoCambia un articolo, e quell’unico cambiamento è quasi tutto l’accusativo.
- Preposizioni articolate: im, zumDieci forme fuse che non sono scorciatoie ma il modo normale di dirlo.
- Piacere e volere: mögen, möchtenUn verbo per quello che piace, un'altra forma dello stesso per quello che si vuole adesso — e non si scambiano.
- Il pluraleNon c’è una forma predefinita. Il plurale si impara con il sostantivo, come il genere.
- Preposizioni con il dativoLe sette che reggono quasi tutto il tedesco quotidiano — e le forme fuse che si portano dietro.
- Scrittura e pronunciaL'ortografia tedesca è quasi regolare, quindi una parola scritta dice come si pronuncia — una volta sapute otto regole.
- I verbi separabiliIl verbo comincia la frase e la finisce, e il significato non è completo prima dell'ultima parola.
- La frase imperativaTre forme di imperativo, una delle quali tiene il pronome e due lo lasciano cadere.
- Il dativoA chi, per chi — e dopo una lista fissa di preposizioni e una di verbi.
- Aggettivi possessivi: mein, deinSette possessivi che si declinano tutti come ein — e una parola che significa «suo di lei», «loro» e il «Suo» di cortesia.
- A2Parlare di quello che è successo e dire che cosa si ha in mente.
- Il futuroIl tedesco dice di solito il futuro al presente e tiene werden per la previsione e l’enfasi.
- Preposizioni con due casiDativo per una posizione, accusativo per un movimento — una sola domanda risolve tutte e nove.
- I verbi fortiCirca duecento verbi cambiano la vocale della radice, e la cambiano secondo schemi che si ripetono.
- I sostantivi compostiLeggi l’ultima parte per sapere che cos’è, e quelle prima per sapere quale.
- I pronomi riflessiviL'italiano è pieno di riflessivi e il tedesco anche, ma i due elenchi non coincidono.
- Comparativo e superlativoIl tedesco non ha «più interessante» — ogni aggettivo prende la desinenza, per lungo che sia.
- Subordinate: dass, weil, wennLe tre congiunzioni più frequenti, e l'unica posizione che producono tutte.
- La posizione di nichtTardi se si nega tutta la frase, subito davanti a una parola se si nega solo quella.
- Divieto e non obbligoL'unico punto in cui una negazione ribalta il senso — e l'italiano lo ribalta in un altro modo.
- Nomi senza articolo: Ich bin LehrerMestieri, nazionalità, materiali e astratti restano spesso nudi.
- Il centro della fraseNon è libero, ma è ordinato da un principio e non da caselle: il noto prima, il nuovo dopo.
- Gli usi del presenteAdesso, sempre, domani e da quando — tutto in una sola forma.
- Moto a luogo: nach, zu, inQuattro preposizioni per una destinazione, scelte in base al tipo di posto.
- Ausiliare: haben o seinLa maggior parte prende haben; il movimento e il cambiamento di stato prendono sein, e un complemento oggetto diretto vuol dire sempre haben.
- Richieste cortesi: könnten SieUn pugno di forme di congiuntivo porta quasi tutta la cortesia tedesca, e si incontrano molto prima della grammatica.
- L'imperativoTre forme per tre modi di dire «tu» — e una particella che trasforma un ordine in una proposta.
- Verbi che reggono il dativoUna lista breve di verbi il cui unico oggetto è al dativo, dove l’italiano userebbe un oggetto normale.
- Diminutivi: -chen e -leinDue desinenze che rimpiccioliscono un sostantivo, lo rendono neutro e a volte ne cambiano del tutto il significato.
- Pronomi indefinitiUn piccolo gruppo di pronomi per persone e cose non precisate, e le desinenze che alcuni conservano.
- Confrontare: so wie, alsL'uguaglianza vuole wie, la differenza vuole als, e confonderli è l'errore più frequente anche fra i tedeschi stessi.
- Quando: als, wenn, wannTre parole dove l'italiano scrive «quando», separate da una domanda: una volta al passato, o ripetutamente?
- Sì a una domanda negativa: dochIl tedesco ha una terza parola di risposta che manca all'italiano, e ometterla è davvero ambiguo.
- Dare del tu e del Lei: du, SieIl tedesco obbliga a scegliere un livello di formalità in ogni frase rivolta a qualcuno.
- Stato in luogo: in, an, beiQuattro preposizioni per un luogo, e quella che il tedesco usa dove l'italiano dice «da».
- Espressioni di tempo: seit, vorQuattro preposizioni di tempo i cui equivalenti italiani si incrociano, e il tempo verbale che il tedesco usa con ciascuna.
- Dovere per volontà altrui: sollenUn obbligo che viene da un'altra persona, e un secondo uso che riferisce quello che dice la gente.
- Dimostrativi: dieser, jenerIl tedesco indica con dieser — e soprattutto con un der accentato, che è quello che la gente dice davvero.
- Il primo posto della fraseEsattamente un elemento sta davanti al verbo — e quale si sceglie è una decisione, non una formalità.
- Verbi con prefisso inseparabileOtto prefissi atoni che restano attaccati e non prendono ge- nel participio.
- Il genere dalla desinenzaUna dozzina di desinenze decidono il genere da sole, e coprono così una larga parte del lessico.
- Interrogativi: wer, wen, wemwer cambia caso esattamente come der, e ci sono due parole diverse per chiedere «quale».
- L’avverbio senza desinenzaLa stessa parola descrive una cosa e un'azione, senza «-mente» e senza nessuna desinenza.
- Frasi causali: weil, da, dennTre parole per «perché», e ognuna mette il verbo in un posto diverso.
- Non ancora, non più: noch, schonQuattro paroline che collocano una negazione nel tempo — e ognuna ha il suo contrario esatto.
- Moto da luogo: aus, vonaus se ci si era dentro, von se ci si era soltanto accanto — l'immagine speculare di in e zu.
- Il participio passatoTre schemi, due casi senza ge- e uno in cui si infila in mezzo.
- B1Spiegare come stanno le cose, motivare, riferire.
- Verbi con preposizione fissaLa preposizione fa parte del verbo, e il caso pure — né l'una né l'altro si ricavano.
- Le frasi relativeIl pronome relativo somiglia all'articolo, prende il genere da una frase e il caso dall'altra, e non si può mai omettere.
- I maschili deboliUn piccolo gruppo di maschili che prende -n in tutti i casi tranne uno — e sono parole d’uso quotidiano.
- Pronomi impersonali: man, esUno vale per chiunque; l'altro non vale per niente e tiene aperto un posto.
- Connettivi: deshalb, trotzdemAvverbi che legano due frasi e occupano il primo posto, così il verbo passa davanti al soggetto.
- Il genitivoIl tedesco scritto lo usa; quello parlato dice quasi sempre von più dativo.
- Le desinenze dell'aggettivoUn principio invece di tre tabelle: la desinenza compare dove non l'ha messa l'articolo.
- Il Präteritum (passato scritto)Il passato dei libri e delle relazioni — più una manciata di verbi che lo usano anche parlando.
- Konjunktiv II: wäre, hätte, würdeLa forma di quello che non avviene — e la ragione per cui la cortesia tedesca suona come suona.
- Preposizioni con il genitivoIl registro del tedesco scritto — e un caso evidente in cui la lingua parlata è già andata avanti da sola.
- La parentesi verbaleIl verbo apre la proposizione e qualcosa la chiude — e tutto il resto vive in mezzo.
- Parole negative: nie, nichtsUna negazione per frase — il tedesco non le impila, e ogni parola positiva ha la sua gemella negativa.
- Verbi sempre riflessiviUn gruppo di verbi il cui pronome riflessivo non è affatto un oggetto: è parte del verbo.
- Domande indirette e frasi infinitiveUna domanda dentro una frase smette di essere una domanda — e una frase senza soggetto proprio prende zu.
- Sostantivare: das LesenQualsiasi infinito può diventare un sostantivo neutro, e qualsiasi aggettivo uno che continua a prendere desinenze.
- Pronomi relativi e dimostrativiLe stesse sei parole fanno da articolo, da relativo e da dimostrativo che sostituisce il nome per intero.
- Le maiuscoleIl tedesco scrive con la maiuscola tutti i sostantivi — e il difficile è decidere che cosa conti come sostantivo.
- Infinito con e senza zuQuasi tutti i verbi vogliono zu davanti a un secondo infinito; i modali e una breve lista di altri verbi no.
- Modali senza secondo verboIl tedesco lascia il modale da solo quando il verbo che manca si capisce.
- Il passivo con werdenIl processo, non il risultato — e l'agente quasi sempre taciuto di proposito.
- Due complementi: dativo e accusativoLa persona va al dativo e la cosa all’accusativo — e quale viene prima dipende dal fatto che siano sostantivi o pronomi.
- L’uso dell’articolo determinativoGli astratti, le stagioni, i pasti e le parti del corpo prendono l’articolo — e i mestieri lo perdono.
- Aggettivi usati come nomiIl tedesco trasforma un aggettivo in nome con la maiuscola — e gli lascia per sempre le desinenze di aggettivo.
- Congiunzioni e posizione del verboCinque congiunzioni non cambiano niente; tutte le altre mandano il verbo in fondo.
- Lettere di giunzione nei compostiLa -s e la -n che compaiono fra le due metà di un composto, e quello che non sono.
- Gli usi del pronome esUn soggetto che non vale per niente, un riempitivo che sparisce, e la costruzione che serve a tutti: es gibt.
- La virgolaLe virgole tedesche sono grammaticali e non ritmiche: un confine di proposizione ne vuole una, che qualcuno faccia una pausa lì o no.
- Verbi misti: bringen, brachteUn piccolo gruppo che prende la desinenza debole -t e cambia comunque la vocale.
- Frasi finali: damit, um … zuDue modi di dare uno scopo, e una regola decide quale: se le due metà hanno lo stesso soggetto.
- Il Plusquamperfekt (trapassato)hatte o war più un participio — per ciò che era già successo quando è successo qualcos’altro.
- Il condizionale con würdeUn congiuntivo già pronto per ogni verbo — usato dove la forma propria sarebbe irriconoscibile, e non dove non lo sarebbe.
- Preposizioni rette dal verboLa preposizione fa parte del verbo, fissa il caso, e quasi mai coincide con quella italiana.
- Ordine: tempo, causa, modo, luogoQuando si incontrano più complementi, il tedesco ha un ordine di base: quando, perché, come, dove.
- Negare una parola: un-, -losQuattro modi di costruire il contrario di una parola, e la differenza fra -los e -frei.
- Al posto del genitivo: von + dativoIl tedesco parlato sostituisce il genitivo con von più dativo, quello scritto no.
- Desinenze dell'aggettivo senza articoloSenza articolo davanti, l'aggettivo si prende in carico le desinenze dell'articolo stesso.
- Plurale delle parole straniereIl plurale in -s appartiene alle parole prese in prestito, e quelle greche e latine conservano le proprie desinenze.
- Pronomi possessivi: meinsQuando il nome non c'è, il possessivo prende le desinenze di der.
- Congiunzioni in due parti: entweder … oder, weder … nochCinque coppie che incorniciano due alternative o due aggiunte — e la prima metà decide l'ordine quando apre la frase.
- Verbi impersonali: es regnetIl tempo atmosferico, gli stati e le sensazioni, che a qualcuno càpitano invece di essere fatti da lui.
- Frasi ipotetiche: wenn, fallsDue parole per «se», una delle quali vuol dire anche «quando» — e una terza forma che fa a meno della parola.
- B2Diventare precisi: posizione, sfumatura, subordinata.
- Alternative al passivoTre costruzioni a cui il tedesco ricorre al suo posto — e una è quella che usa quasi ogni frase parlata.
- Konjunktiv I: discorso indirettoUna forma che dice «questo l'ha detto un altro» e non prende posizione su quanto sia vero.
- I modali come supposizioneGli stessi sei verbi una seconda volta — non su ciò che è possibile, ma su quanto ci crede chi parla.
- I participi usati come aggettiviTutti e due i participi possono stare davanti a un nome — uno dice che lo fa, l'altro che gliel'hanno fatto.
- Frasi concessive: obwohlQuattro modi di concedere qualcosa, e ognuno mette il verbo in un posto diverso.
- Le particelle modaliParole senza una voce utile sul dizionario, che cambiano quello che la frase sta facendo.
- Il passivo con seinsein più participio descrive come stanno le cose — ed è esattamente il passivo con «essere».
- Il futuro anteriore (Futur II)Di rado un futuro; quasi sempre una supposizione su qualcosa di già concluso.
- Ipotesi irreali nel passatoL'irreale del passato: una sola forma per tutt'e due le metà, e un verbo modale manda hätte in avanti.
- Il passivo in tutti i tempiwerden porta il tempo, il participio non cambia mai, e il Perfekt usa worden invece di geworden.
- L’apposizioneUna descrizione aggiunta prende il caso del sostantivo che descrive, cosa facile da dire e facile da dimenticare.
- Relative con wasQuando non c'è un nome a cui agganciarsi il relativo è was — e dopo una preposizione una forma con wo-.
- Il complemento d’agente: von, durchUn passivo di solito non nomina nessuno; quando lo fa, una persona prende von e una causa prende durch.
- I modali al passatoDue infiniti in fondo alla proposizione — corretto, pesante, e quasi sempre sostituito dal passato semplice.
- Aggettivi con caso o preposizioneAlcuni reggono un dativo, altri un genitivo, e molti una preposizione fissa — niente di tutto ciò si ricava.
- Conseguenza e mezzo: sodass, indem, ohne dassFrasi che dicono che cosa è seguito, come si è fatto qualcosa e che cosa non è successo — tutte con il verbo in fondo.
- La formazione delle paroleUna radice, un prefisso e un suffisso — e una parola che nessuno ti ha insegnato diventa leggibile.
- Desideri e rimpiantiUna frase con wenn senza principale, più nur o doch — una frase completa che esprime un desiderio.
- Il passivo impersonaleIl tedesco può costruire un passivo da un verbo senza oggetto — e la frase resta senza soggetto.
- C1Le finezze: tono, registro, forme rare.
- Stile nominale e stile verbaleIl tedesco scritto racchiude frasi intere nei nomi; leggerlo e scioglierlo sono la stessa abilità.
- Dopo il verbo finaleDi regola la parentesi chiude la frase — e quattro cose possono venire dopo.
- Locuzioni con verbo supporto: zur Verfügung stellenUn nome porta il significato, un verbo sbiadito porta la grammatica — e la coppia è fissa.
- C2Quel che resta, e che anche i madrelingua vanno a cercare.
- Il participio attributivo ampliato, a fondoUn'intera relativa infilata tra l'articolo e il nome — con un ordine tutto suo e senza virgole.
Il traguardo: tutta la grammatica
131 argomenti, dalle prime frasi agli ultimi ritocchi.
Come si legge il percorso. Ogni punto è un argomento di grammatica; un clic lo apre. Il colore del punto è la sua categoria, il colore del sentiero la difficoltà — verde e facile in alto, rosso bacca e difficile in basso. All’interno di un livello le categorie si susseguono, ma non serve seguirle in ordine: si può studiare un tempo verbale e intanto un argomento di un’altra categoria.
In ogni pagina di argomento puoi segnare a che punto sei — capito o non ancora sicuro. Il percorso lo mostra qui e indica il prossimo argomento aperto.
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