Der Lernpfad
Alle 121 Grammatikthemen in der Reihenfolge, in der sie sich gegenseitig tragen — durchnummeriert von 1 bis 121.
Die Stufe ist die Querlinie, nicht die Reihe. Innerhalb einer Stufe laufen mehrere Stränge nebeneinander: Wer beim Präsens steht, kann daneben die Artikel lernen, ohne dass eines auf das andere warten müsste. Gewartet wird zwischen den Stufen — wer eine überspringt, arbeitet an etwas, dem drei Voraussetzungen fehlen.
Die Nummer ist gerechnet und nicht vergeben: Stufe, dann Strang, dann Bereich. Sie ändert sich, wenn ein Thema dazukommt, und das ist richtig so — eine feste Nummer wäre nur so lange richtig, bis jemand schreibt.
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A1 Sich vorstellen, fragen, Alltägliches sagen.
Schritt 1 bis 24 von 121
Weiteres24
- 1Che cos’è un caso e a che cosa servono i quattroQuattro lavori che un sostantivo può fare, quattro serie di desinenze — e una tabella che vale la pena imparare prima di tutto il resto.
- 2Il nominativoChi lo fa — e con chi concorda il verbo.
- 3L’accusativoCambia un articolo, e quell’unico cambiamento è quasi tutto l’accusativo.
- 4I tre generiNon una proprietà della cosa, ma della parola.
- 5Il pluraleNon c’è una forma predefinita. Il plurale si impara con il sostantivo, come il genere.
- 6L’articolo determinativoSei parole distinte che fanno sedici mestieri: meno forme di quante la tabella lasci credere.
- 7ein, kein e i possessiviUn solo schema condiviso da nove parole — e tre caselle in cui non dice niente.
- 8Quando preposizione e articolo si fondonoDieci forme fuse che non sono scorciatoie ma il modo normale di dirlo.
- 9mein, dein, sein, ihrNove possessivi che si declinano tutti come ein — e una parola che significa insieme «suo di lei» e «loro».
- 10I pronomi personaliTre casi ciascuno, e le forme di dativo si usano molto più di quanto l'italiano lasci pensare.
- 11Il presenteCinque desinenze su una radice — e un tempo solo per quello che l'italiano dice in due modi.
- 12sein e habenIrregolari, inevitabili, e necessari due volte: come verbi e come macchina del passato.
- 13Il Perfekthaben o sein più un participio alla fine — ed è così che i tedeschi parlano di ieri.
- 14I sei verbi modaliUn modello irregolare, sei verbi, e il verbo principale che aspetta in fondo alla frase.
- 15mögen e möchtenUn verbo per quello che piace, un'altra forma dello stesso per quello che si vuole adesso — e non si scambiano.
- 16Il verbo al secondo postoUn elemento davanti al verbo — quello che si vuole, ma uno solo.
- 17Le domandeNessun ausiliare e niente da aggiungere — il verbo si sposta e basta.
- 18Dare istruzioniTre forme di imperativo, una delle quali tiene il pronome e due lo lasciano cadere.
- 19Preposizioni con l'accusativoCinque parole, un caso, nessuna eccezione — vale la pena impararle come una fila.
- 20Preposizioni con il dativoLe sette che reggono quasi tutto il tedesco quotidiano — e le forme fuse che si portano dietro.
- 21L'aggettivo dopo seinDopo sein, werden e bleiben l'aggettivo non cambia mai — conviene imparare questa posizione per prima.
- 22kein e nichtUn nome vuole kein. Tutto il resto vuole nicht. È tutta qui la decisione.
- 23Numeri, date e oreTre sistemi regolari, e ognuno gira nella direzione opposta a quella italiana.
- 24Che cosa dice la scrittura sul suonoL'ortografia tedesca è quasi regolare, quindi una parola scritta dice come si pronuncia — una volta sapute otto regole.
A2 Über Vergangenes sprechen und Vorhaben äußern.
Schritt 25 bis 61 von 121
Weiteres37
- 25Il dativoA chi, per chi — e dopo una lista fissa di preposizioni e una di verbi.
- 26Verbi che reggono il dativoUna lista chiusa di verbi il cui unico oggetto è al dativo, dove l’italiano userebbe un oggetto normale.
- 27I sostantivi compostiLegga l’ultima parte per sapere che cos’è, e quelle prima per sapere quale.
- 28Rendere le cose piccole: -chen e -leinDue desinenze che rimpiccioliscono un sostantivo, lo rendono neutro e a volte ne cambiano del tutto il significato.
- 29Indovinare il genere dalla desinenzaUna quarantina di desinenze decidono il genere da sole, e coprono così una larga parte del lessico.
- 30Quando il tedesco non mette articoloMestieri, nazionalità, materiali e astratti restano spesso nudi.
- 31questo e quelloIl tedesco indica con dieser — e soprattutto con un der accentato, che è quello che la gente dice davvero.
- 32I pronomi riflessiviL'italiano è pieno di riflessivi e il tedesco anche, ma i due elenchi non coincidono.
- 33Qualcuno, nessuno, tuttoUn piccolo gruppo di pronomi per persone e cose non precisate, e le desinenze che alcuni conservano.
- 34Gli interrogativi e il caso che reggonower cambia caso esattamente come der, e ci sono due parole diverse per chiedere «quale».
- 35I verbi separabiliIl verbo comincia la frase e la finisce, e il significato non è completo prima dell'ultima parola.
- 36I verbi fortiCirca duecento verbi cambiano la vocale della radice, e la cambiano secondo schemi che si ripetono.
- 37L'imperativoTre forme per tre modi di dire «tu» — e una particella che trasforma un ordine in una proposta.
- 38Prefissi che non si separano maiOtto prefissi atoni che restano attaccati e non prendono ge- nel participio.
- 39Il futuroIl tedesco dice di solito il futuro al presente e tiene werden per la previsione e l’enfasi.
- 40Tutto quello che copre il presenteAdesso, sempre, domani e da quando — tutto in una sola forma.
- 41haben o sein nel passato prossimoLa maggior parte prende haben; il movimento e il cambiamento di stato prendono sein, e una sola prova decide quasi tutti i casi.
- 42Dire quando: seit, vor, in, fürQuattro preposizioni di tempo i cui equivalenti italiani si incrociano, e il tempo verbale che il tedesco usa con ciascuna.
- 43Formare il participio passatoTre schemi e quattro situazioni in cui il ge- cade.
- 44Vietato e non necessarioL'unico punto in cui una negazione ribalta il senso — e l'italiano lo ribalta in un altro modo.
- 45sollen: l'ha deciso qualcun altroUn obbligo che viene da un'altra persona, e un secondo uso che riferisce quello che dice la gente.
- 46Il centro della fraseNon è libero, ma è ordinato da un principio e non da caselle: il noto prima, il nuovo dopo.
- 47Che cosa può stare davanti al verboEsattamente un elemento sta davanti al verbo — e quale si sceglie è una decisione, non una formalità.
- 48dass, weil, wennLe tre congiunzioni più frequenti, e l'unica posizione che producono tutte.
- 49als, wenn, wannTre parole dove l'italiano scrive «quando», separate da una domanda: una volta al passato, o ripetutamente?
- 50Dare una ragione: weil, da, dennTre parole per «perché», e ognuna mette il verbo in un posto diverso.
- 51Le nove che prendono due casiDativo per una posizione, accusativo per un movimento — una sola domanda risolve tutte e nove.
- 52Andare da qualche parte: nach, zu, in, aufQuattro preposizioni per una destinazione, scelte in base al tipo di posto.
- 53Essere da qualche parte: in, an, auf, beiQuattro preposizioni per un luogo, e quella che il tedesco usa dove l'italiano dice «da».
- 54Venire da: aus e vonaus se ci si era dentro, von se ci si era soltanto accanto — l'immagine speculare di in e zu.
- 55Comparativo e superlativoIl tedesco non ha «più interessante» — ogni aggettivo prende la desinenza, per lungo che sia.
- 56Confrontare: so wie, alsL'uguaglianza vuole wie, la differenza vuole als, e confonderli è l'errore più frequente anche fra i tedeschi stessi.
- 57Il tedesco non ha quasi desinenza di avverbioLa stessa parola descrive una cosa e un'azione, senza «-mente» e senza nessuna desinenza.
- 58Dire di sì a una domanda negativaIl tedesco ha una terza parola di risposta che manca all'italiano, e ometterla è davvero ambiguo.
- 59noch nicht, nicht mehr, schonQuattro paroline che collocano una negazione nel tempo — e ognuna ha il suo contrario esatto.
- 60La cortesia in tedescoUn pugno di forme di congiuntivo porta quasi tutta la cortesia tedesca, e si incontrano molto prima della grammatica.
- 61du, Sie e quanta formalità usareIl tedesco obbliga a scegliere un livello di formalità in ogni frase rivolta a qualcuno.
B1 Zusammenhänge erklären, begründen, berichten.
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Weiteres39
- 62Il genitivoIl tedesco scritto lo usa; quello parlato dice quasi sempre von più dativo.
- 63Due oggetti in una fraseLa persona va al dativo e la cosa all’accusativo — e quale viene prima dipende dal fatto che siano sostantivi o pronomi.
- 64Come il tedesco evita il genitivoIl tedesco parlato sostituisce il genitivo con von più dativo, quello scritto no.
- 65I maschili deboliUn gruppo chiuso di maschili che prende -n in tutti i casi tranne uno — e sono parole d’uso quotidiano.
- 66Trasformare verbi e aggettivi in sostantiviQualsiasi infinito può diventare un sostantivo neutro, e qualsiasi aggettivo uno che continua a prendere desinenze.
- 67Le giunture dentro un compostoLa -s e la -n che compaiono fra le due metà di un composto, e quello che non sono.
- 68Parole prese in prestito e i loro pluraliIl plurale in -s appartiene alle parole prese in prestito, e quelle greche e latine conservano le proprie desinenze.
- 69Quando il tedesco mette l’articolo e l’italiano noGli astratti, le stagioni, i pasti e le parti del corpo prendono l’articolo — e i mestieri lo perdono.
- 70man ed esUno vale per chiunque; l'altro non vale per niente e tiene aperto un posto.
- 71Pronomi relativi e dimostrativiLe stesse sei parole fanno da articolo, da relativo e da dimostrativo che sostituisce il nome per intero.
- 72I molti mestieri di esUn soggetto che non vale per niente, un riempitivo che sparisce, e la costruzione che serve a tutti: es gibt.
- 73meins, deins, seinsQuando il nome non c'è, il possessivo prende le desinenze di der.
- 74Verbi con preposizione fissaLa preposizione fa parte del verbo, e il caso pure — né l'una né l'altro si ricavano.
- 75Verbi sempre riflessiviUn gruppo di verbi il cui pronome riflessivo non è affatto un oggetto: è parte del verbo.
- 76Infiniti con zu, e senzaQuasi tutti i verbi vogliono zu davanti a un secondo infinito; una lista corta e chiusa non lo vuole.
- 77I nove verbi che fanno tutte e due le coseUn piccolo gruppo che prende la desinenza debole -t e cambia comunque la vocale.
- 78Verbi senza un vero soggettoIl tempo atmosferico, gli stati e le sensazioni, che a qualcuno càpitano invece di essere fatti da lui.
- 79Il PräteritumIl passato dei libri e delle relazioni — più sei verbi che lo usano anche parlando.
- 80Il Plusquamperfekthatte o war più un participio — per ciò che era già successo quando è successo qualcos’altro.
- 81Modali senza secondo verboIl tedesco lascia il modale da solo quando il verbo che manca si capisce.
- 82La parentesi verbaleIl verbo apre la proposizione e qualcosa la chiude — e tutto il resto vive in mezzo.
- 83L'ordine del centro della fraseQuando si incontrano più complementi, il tedesco ha un ordine di base: quando, perché, come, dove.
- 84Le frasi relativeIl pronome relativo somiglia all'articolo, prende il genere da una frase e il caso dall'altra, e non si può mai omettere.
- 85Domande indirette e frasi infinitiveUna domanda dentro una frase smette di essere una domanda — e una frase senza soggetto proprio prende zu.
- 86Quale congiunzione sposta il verboCinque congiunzioni non cambiano niente; tutte le altre mandano il verbo in fondo.
- 87Dire a che cosa serve qualcosaDue modi di dare uno scopo, e una regola decide quale: se le due metà hanno lo stesso soggetto.
- 88Se: wenn e fallsDue parole per «se», una delle quali vuol dire anche «quando» — e una terza forma che fa a meno della parola.
- 89Preposizioni che appartengono a un verboLa preposizione fa parte del verbo, fissa il caso, e quasi mai coincide con quella italiana.
- 90Le desinenze dell'aggettivoUn principio invece di tre tabelle: la desinenza compare dove non l'ha messa l'articolo.
- 91Aggettivi usati come nomiIl tedesco trasforma un aggettivo in nome con la maiuscola — e gli lascia per sempre le desinenze di aggettivo.
- 92Desinenze dell'aggettivo senza articoloSenza articolo davanti, l'aggettivo si prende in carico le desinenze dell'articolo stesso.
- 93Dove si mette nichtTardi se si nega tutta la frase, subito davanti a una parola se si nega solo quella.
- 94Le altre parole negativeUna negazione per frase — il tedesco non le impila, e ogni parola positiva ha la sua gemella negativa.
- 95Negare una parola invece di una fraseQuattro modi di costruire il contrario di una parola, e la differenza fra -los e -frei.
- 96Il passivo con werdenIl processo, non il risultato — e l'agente quasi sempre taciuto di proposito.
- 97Konjunktiv IILa forma di quello che non avviene — e la ragione per cui la cortesia tedesca suona come suona.
- 98Quando würde è la scelta giustaUn congiuntivo già pronto per ogni verbo — usato dove la forma propria sarebbe irriconoscibile, e non dove non lo sarebbe.
- 99Quali parole vogliono la maiuscolaIl tedesco scrive con la maiuscola tutti i sostantivi — e il difficile è decidere che cosa conti come sostantivo.
- 100Dove va la virgolaLe virgole tedesche sono grammaticali e non ritmiche: un confine di proposizione ne vuole una, che qualcuno faccia una pausa lì o no.
B2 Genau werden: Haltung, Abstufung, Nebensatz.
Schritt 101 bis 117 von 121
Weiteres17
- 101Un secondo nome per la stessa cosaUna descrizione aggiunta prende il caso del sostantivo che descrive, cosa facile da dire e facile da dimenticare.
- 102Relative senza nomeQuando non c'è un nome a cui agganciarsi il relativo è was — e dopo una preposizione una forma con wo-.
- 103I modali come supposizioneGli stessi sei verbi una seconda volta — non su ciò che è possibile, ma su quanto ci crede chi parla.
- 104I modali al passatoDue infiniti in fondo alla proposizione — corretto, pesante, e quasi sempre sostituito dal passato semplice.
- 105Benché, anche se, non importa seQuattro modi di concedere qualcosa, e ognuno mette il verbo in un posto diverso.
- 106Preposizioni con il genitivoIl registro del tedesco scritto — e l'unico punto in cui la lingua parlata è già andata avanti da sola.
- 107I participi usati come aggettiviTutti e due i participi possono stare davanti a un nome — uno dice che lo fa, l'altro che gliel'hanno fatto.
- 108Aggettivi con un caso o una preposizioneAlcuni reggono un dativo, altri un genitivo, e molti una preposizione fissa — niente di tutto ciò si ricava.
- 109Evitare il passivoTre costruzioni a cui il tedesco ricorre al suo posto — e una è quella che usa quasi ogni frase parlata.
- 110Il passivo con seinsein più participio descrive come stanno le cose — ed è esattamente il passivo con «essere».
- 111Il passivo in tutti i tempiwerden porta il tempo, il participio non cambia mai, e il Perfekt usa worden invece di geworden.
- 112Nominare chi lo ha fatto: von e durchUn passivo di solito non nomina nessuno; quando lo fa, una persona prende von e una causa prende durch.
- 113Parlare di quello che non è successoL'irreale del passato: una sola forma per tutt'e due le metà, e un verbo modale manda hätte in avanti.
- 114Desideri e rimpiantiUna frase con wenn senza principale, più nur o doch — una frase completa che esprime un desiderio.
- 115Le particelle modaliParole senza una voce utile sul dizionario, che cambiano quello che la frase sta facendo.
- 116Costruire paroleUna radice, un prefisso e un suffisso — e una parola che nessuno vi ha insegnato diventa leggibile.
- 117Legare due ideeAvverbi che legano due frasi e occupano il primo posto, così il verbo passa davanti al soggetto.
C1 Das Feine: Ton, Register, seltene Formen.
Schritt 118 bis 121 von 121
Weiteres4
- 118Il Futur II e a che cosa serve davveroDi rado un futuro; quasi sempre una supposizione su qualcosa di già concluso.
- 119Che cosa può seguire il verbo finaleDi regola la parentesi chiude la frase — e quattro cose possono venire dopo.
- 120Un passivo senza niente su cui agireIl tedesco può costruire un passivo da un verbo senza oggetto — e la frase resta senza soggetto.
- 121Konjunktiv IUna forma che dice «questo l'ha detto un altro» e non prende posizione su quanto sia vero.