Formazione delle parole in tedesco: prefissi e suffissi
Un lessico cresce in due modi. Uno è imparare parole nuove — quello lento. L’altro sono i 46 elementi di questa pagina: con una parola e qualcuno di questi si ha un’intera famiglia.
I suffissi contano più dei prefissi, per un motivo che si legge di rado: dicono la categoria della parola. Con loro si può collocare nella frase una parola sconosciuta prima di sapere che cosa significa.
Pezzi che negano
Non, senza, libero da, male — e il tedesco usa un- dove l’italiano si divide tra «in-», «s-» e «dis-».
| Elemento | Significato | Esempi |
|---|---|---|
| un- | non; il contrario di (come «in-», «s-», «dis-») | unfreundlich, unhöflich, unsicher, ungeduldig, unehrlich |
| L’italiano divide questo lavoro tra «in-», «s-», «dis-» e parole del tutto diverse; il tedesco lo affida quasi sempre a un-: unehrlich «disonesto», ungeduldig «impaziente», unsicher «insicuro», unhöflich «maleducato». Davanti a un nome può voler dire «cattivo» più che «non»: das Unwetter è il maltempo, das Unkraut l’erbaccia. | ||
| -los | senza; privo di | kostenlos, arbeitslos, hilflos, mutlos, kabellos |
| Dove l’italiano dice «senza» o usa «in-», il tedesco attacca -los al nome: kabellos «senza fili», hilflos «indifeso», arbeitslos «disoccupato». Attenzione alla s di arbeitslos: la parola viene da die Arbeit, e quella s non appartiene a nessuna delle due parti. kostenlos vuol dire «gratis», mai «libero». | ||
| -frei | libero da qualcosa di indesiderato; «senza», «esente da» | laktosefrei, steuerfrei, alkoholfrei, barrierefrei, rauchfrei |
| -los e -frei vogliono dire entrambi «senza», ma guardano la cosa da lati opposti: -los segnala una mancanza (arbeitslos, hilflos), -frei segnala che manca qualcosa che non si vuole (steuerfrei «esentasse», rauchfrei «senza fumo»). Per questo sull’etichetta c’è alkoholfrei, «analcolico». barrierefrei è «senza barriere architettoniche». | ||
| miss- | male, in modo sbagliato; fallito (come «mis-») | missverstehen, Missverständnis, Missernte, Misserfolg, misstrauen |
| Somiglia a «mis-» di «misconoscere», ma il suo campo è più largo: missverstehen è «fraintendere», misstrauen «diffidare». Come tutti i prefissi inseparabili non vuole ge-: missverstanden, misstraut. Su un nome indica spesso un fallimento più che un errore: der Misserfolg è l’insuccesso, die Missernte un cattivo raccolto. Si scrive con ss; nei testi vecchi si trova miß-. | ||
| nicht- | non-; una categoria neutra, non un giudizio | Nichtraucher, Nichtschwimmer, Nichtwissen, Nichteinhaltung |
| Qui tedesco e italiano fanno la stessa cosa: der Nichtraucher è il «non fumatore», e come in italiano il termine descrive un gruppo senza giudicarlo. un- su un nome, invece, spesso giudica: un Unmensch non è un «non umano» ma un bruto. Per der Nichtschwimmer l’italiano non ha una parola sola e dice «chi non sa nuotare». | ||
Prefissi che restano attaccati al verbo
be-, ver-, er-, ent-, zer-: non si staccano mai, non portano mai l’accento e non vogliono ge- nel participio.
| Elemento | Significato | Esempi |
|---|---|---|
| be- | rende il verbo transitivo: regge un complemento diretto | beantworten, bewohnen, besprechen, beschreiben, bezahlen |
| Il prefisso con il compito più chiaro. Ich antworte auf die Frage ha bisogno di una preposizione, come «rispondere a una domanda»; ich beantworte die Frage no. È lo stesso passo che in italiano separa «parlare di un problema» da «discutere un problema»: über etwas sprechen → etwas besprechen. Niente ge- nel participio: beantwortet, bezahlt. | ||
| ver- | in modo sbagliato; consumato o via; in uno stato nuovo | verschlafen, verlaufen, verbrauchen, verkaufen, verlängern |
| Tre compiti da riconoscere, e nulla nella parola dice quale. Qualcosa va storto: verschlafen «svegliarsi troppo tardi», sich verlaufen «perdersi a piedi». Qualcosa si consuma o se ne va: verbrauchen «consumare», verkaufen «vendere». Qualcosa entra in uno stato nuovo, spesso a partire da un comparativo: verlängern «allungare, prolungare», vergrößern «ingrandire», verbessern «migliorare» — proprio come l’italiano forma «allungare» e «ingrandire» dall’aggettivo. Alcuni verbi si sono allontanati del tutto dalla radice: verstehen «capire» non ha più nulla a che fare con lo stare. | ||
| er- | fino a un risultato | erreichen, erkennen, erfinden, erleben, ertrinken |
| er- aggiunge un esito al verbo semplice: kennen è «conoscere», erkennen «riconoscere»; finden è «trovare», erfinden trovare ciò che prima non c’era, «inventare». Portato fino in fondo, l’esito può essere la morte: trinken «bere» → ertrinken «annegare». | ||
| ent- | via, fuori, da; disfare (come «de-», «s-») | entkalken, entfernen, entladen, entwerten, entkommen |
| La risposta tedesca a «de-» e «s-»: entkalken «decalcificare», entladen «scaricare», entwerten «svalutare» — e «obliterare» un biglietto, perché un biglietto timbrato non vale una seconda volta. Davanti a f lo stesso prefisso si scrive emp-: empfehlen «consigliare», empfangen «ricevere». | ||
| zer- | in pezzi | zerbrechen, zerreißen, zerstören, zerkleinern |
| Sempre distruttivo o divisorio, e per questo uno dei pochi prefissi che vale la pena imparare come significato: zerbrechen «rompere», zerreißen «strappare», zerstören «distruggere». Inseparabile come tutto il gruppo: zerbrochen, zerrissen. L’aggettivo zerbrechlich «fragile» si legge su un pacco sì e uno no. | ||
| wider- | contro, di rimando (come «contra-») | widersprechen, widerlegen, widerrufen, widerspiegeln |
| Si pronuncia esattamente come wieder «di nuovo», e solo la grafia li distingue: widersprechen è «contraddire», wiedersehen «rivedere». widersprechen è costruito come «contraddire»: «contro» più «dire». Come prefisso verbale wider- è inseparabile (er widerspricht); l’unica eccezione comune è widerspiegeln «rispecchiare», che si stacca: Das spiegelt sich in den Zahlen wider. | ||
Particelle che si staccano dal verbo
Portano l’accento, vanno in fondo alla frase principale e lasciano entrare ge- e zu tra sé e il verbo.
| Elemento | Significato | Esempi |
|---|---|---|
| an- | verso, su; cominciare | ankommen, anrufen, anfangen, anziehen, anmachen |
| Separabile: nella frase principale la particella va in fondo — Der Zug kommt um acht an. L’italiano non fa mai niente di simile: anche in «portare via» la particella resta accanto al verbo. Nella secondaria il verbo resta intero: …, wann der Zug ankommt. Nel participio ge- va in mezzo, angekommen, e così zu: anzurufen. L’accento cade sempre sulla particella. | ||
| mit- | insieme, con sé | mitkommen, mitnehmen, mitbringen, mitmachen, mitsingen |
| Dove l’italiano aggiunge «con me», «con noi» o «anche tu», il tedesco mette mit- sul verbo: Kommst du mit? «Vieni con noi?» Ich nehme den Schirm mit. «Mi porto dietro l’ombrello.» | ||
| auf- | su; aperto; fino in fondo | aufstehen, aufmachen, aufräumen, aufhören, aufschreiben |
| Spesso «su» (aufstehen «alzarsi») o «aperto» (aufmachen «aprire»), e allora il contrario è di solito zu-: aufmachen / zumachen «aprire» / «chiudere». In aufräumen «mettere in ordine» e aufessen «finire di mangiare» vuol dire portare a termine il lavoro. aufhören è «smettere». | ||
| ab- | via, giù, da | abholen, abfahren, absagen, abnehmen, abschließen |
| Molti verbi con ab- corrispondono a «via»: abfahren «partire, andare via». Altri vanno imparati uno per uno: abholen «andare a prendere», absagen «disdire», abnehmen «togliere» e anche «dimagrire», abschließen «chiudere a chiave» e anche «concludere» un corso di studi. | ||
| aus- | fuori; spento; fino alla fine | aussteigen, ausgehen, aussuchen, ausmachen, ausziehen |
| Si impara a coppie di contrari: einsteigen / aussteigen «salire» / «scendere», anmachen / ausmachen «accendere» / «spegnere», anziehen / ausziehen «mettersi» / «togliersi» un vestito. ausziehen è anche lasciare un appartamento; il trasloco vero e proprio è umziehen. | ||
| ein- | dentro, in | einladen, einsteigen, einkaufen, einschlafen, einziehen |
| La preposizione è in, la particella è ein-: in den Bus, ma einsteigen. einschlafen sta a schlafen come «addormentarsi» sta a «dormire»: il momento in cui si entra nel sonno, non il sonno stesso. | ||
Prefissi che fanno tutte e due le cose
um-, über-, unter-: separabili quando portano l’accento, inseparabili quando no — e il significato cambia con loro.
| Elemento | Significato | Esempi |
|---|---|---|
| um- | separabile: cambiare, rovesciare; inseparabile: intorno | umsteigen, umziehen, umtauschen, umfahren, umgeben |
| Accentato e separabile, um- indica di solito un cambio: umsteigen «cambiare treno», umziehen «traslocare», umtauschen «cambiare» un articolo in negozio. Non accentato e inseparabile, vuol dire «intorno»: umgeben «circondare». umfahren è tutte e due le cose. Separabile è «buttare giù» con un veicolo: Er hat das Schild umgefahren. Inseparabile è «aggirare»: Wir haben den Stau umfahren. | ||
| über- | sopra, attraverso; per lo più inseparabile | übersetzen, überweisen, übernachten, überholen, übertreiben |
| Per lo più inseparabile e non accentato: übersetzen «tradurre», überweisen «fare un bonifico», übernachten «pernottare», senza ge- nel participio — übersetzt, überwiesen. Alcuni verbi esistono due volte. Con l’accento su über e separabile, übersetzen è «traghettare»: Die Fähre setzt uns über. L’immagine è la stessa di «tradurre», che in origine voleva dire portare dall’altra parte. | ||
| unter- | sotto; spesso non più in senso letterale | unterschreiben, unterbrechen, unterhalten, untersuchen, unterstützen |
| Per chi parla italiano è un prefisso amico: unterschreiben è costruito come «sottoscrivere», unterstützen ha lo stesso «sotto» di «sostenere». Inseparabile, unter- si è per lo più allontanato dal senso di «sotto»: sich unterhalten è «chiacchierare», unterbrechen «interrompere», untersuchen «esaminare». Separabile, conserva il senso letterale: Die Sonne geht unter. «Il sole tramonta.» Das Schiff ist untergegangen. «La nave è affondata.» | ||
Suffissi che formano nomi
Dicono a che classe appartiene la parola e, quasi sempre, anche il suo genere.
| Elemento | Significato | Esempi |
|---|---|---|
| -er | la persona o la cosa che fa l’azione (come «-tore») | Lehrer, Fahrer, Spieler, Bäcker, Drucker |
| Maschile, e il plurale non aggiunge nulla: der Lehrer, die Lehrer. Come «-tore» in «calcolatore», vale anche per le macchine: der Rechner «il calcolatore», der Drucker «la stampante» — e con la stampante il genere cambia. Alcune radici prendono l’Umlaut: backen → der Bäcker «il fornaio». Per una donna si aggiunge -in. | ||
| -in | la forma femminile (come «-a», «-essa», «-trice») | Lehrerin, Ärztin, Freundin, Kollegin, Köchin |
| Il tedesco segna sempre la donna nel nome della professione, anche dove l’italiano spesso tiene il maschile: Sie ist Ärztin. Il plurale raddoppia la n: die Lehrerinnen. Alcune radici prendono l’Umlaut: der Arzt → die Ärztin. E come in «è medico», dopo sein il mestiere non vuole l’articolo: Sie ist Ärztin, non eine Ärztin. | ||
| -ung | nome da un verbo: l’azione o il suo risultato (come «-zione», «-mento») | Einladung, Rechnung, Lieferung, Wohnung, Bestellung |
| Ogni nome in -ung è femminile, anche quando la traduzione non lo è: die Einladung «l’invito», die Wohnung «l’appartamento», die Rechnung «il conto». Il plurale è sempre -ungen. È il suffisso nominale più produttivo del tedesco e copre gran parte di ciò che l’italiano fa con «-zione» e «-mento»: die Bestellung «l’ordinazione», die Lieferung «la consegna». | ||
| -chen | piccolo, e spesso affettuoso (come «-ino», «-etto») | Brötchen, Kätzchen, Mädchen, Päckchen, Häuschen |
| Sempre neutro, qualunque sia il nome di partenza: die Katze → das Kätzchen «il gattino». Per questo das Mädchen «la ragazza» è neutro. La radice prende di solito l’Umlaut e perde la -e finale: das Brot → das Brötchen, proprio come «pane» → «panino». Il plurale non cambia: die Brötchen. Il gemello più antico -lein fa lo stesso lavoro e suona del sud o da fiaba: das Büchlein «il libricino». | ||
| -heit | nome da un aggettivo: la qualità (come «-ità», «-ezza») | Freiheit, Krankheit, Sicherheit, Wahrheit, Schönheit |
| Femminile, come -ung e -keit; insieme, i tre decidono il genere di migliaia di nomi. Plurale -heiten. Fa il lavoro di «-ità», «-ezza» e «-ia»: die Freiheit «la libertà», die Sicherheit «la sicurezza», die Krankheit «la malattia». | ||
| -keit | lo stesso di -heit, dopo certe terminazioni | Pünktlichkeit, Möglichkeit, Fähigkeit, Dankbarkeit, Einsamkeit |
| Anch’esso femminile. Quale dei due prenda una parola si prevede quasi sempre: -keit dopo -ig, -lich, -bar e -sam, quindi die Fähigkeit «la capacità», die Möglichkeit «la possibilità», die Dankbarkeit «la gratitudine». Alcuni aggettivi semplici prendono -igkeit: genau → die Genauigkeit «la precisione», hell → die Helligkeit «la luminosità». | ||
| -schaft | un rapporto, uno stato o un gruppo | Freundschaft, Mannschaft, Nachbarschaft, Mitgliedschaft, Wissenschaft |
| Femminile. Copre un rapporto (die Freundschaft «l’amicizia», die Mitgliedschaft «l’iscrizione» a un club) e un insieme di persone, come «-ato» in «vicinato»: die Nachbarschaft «il vicinato», die Mannschaft «la squadra». | ||
| -ei | il luogo di un mestiere (come «-eria») | Bäckerei, Metzgerei, Brauerei, Käserei, Druckerei |
| Si attacca alla persona, non al verbo: der Bäcker → die Bäckerei, der Metzger → die Metzgerei «la macelleria», come «macellaio» → «macelleria». Sempre femminile e accentato sull’ultima sillaba. Attaccato a una radice verbale come -erei, trasforma un’attività in un’abitudine fastidiosa: die Fragerei, quel continuo fare domande. | ||
| -tion / -ität | nomi presi in prestito: le parole in «-zione» e «-ità» | Situation, Information, Qualität, Universität, Realität |
| Le parole regalate: quasi tutti i nomi italiani in «-zione» e «-ità» esistono anche in tedesco, e sono femminili in tutte e due le lingue. Cambiano la grafia — -tion con la t, -ität con la ä: die Qualität, die Universität — e l’accento, che va sempre sull’ultima sillaba: Situation come se fosse «situaziòn». -tion si pronuncia con lo stesso suono di «z» in «zio». | ||
| -e | nome da un aggettivo, di solito con Umlaut | Größe, Länge, Wärme, Kälte, Nähe |
| Femminile, e la radice prende di solito l’Umlaut: lang → die Länge «la lunghezza», warm → die Wärme «il calore», groß → die Größe «la grandezza» e anche «la taglia». Sono le parole quotidiane della misura, dove l’italiano usa spesso «-ezza». | ||
| -nis | il risultato o lo stato di un’azione | Ergebnis, Erlebnis, Erlaubnis, Zeugnis, Gedächtnis |
| L’unico suffisso nominale il cui genere non si legge: la maggior parte è neutra (das Ergebnis «il risultato», das Zeugnis «la pagella, il certificato»), alcuni sono femminili (die Erlaubnis «il permesso», die Kenntnis «la conoscenza»). Il plurale raddoppia la s: die Ergebnisse. | ||
| -tum | uno stato, un dominio o tutto ciò che è di un tipo | Wachstum, Eigentum, Christentum, Reichtum, Irrtum |
| Neutro, con due eccezioni quotidiane maschili: der Reichtum «la ricchezza» e der Irrtum «l’errore». Il plurale prende l’Umlaut: die Irrtümer. In Christentum «cristianesimo» fa il lavoro di «-esimo». | ||
Suffissi che formano aggettivi
Che ha qualcosa, alla maniera di qualcosa, che si può fare, pieno di qualcosa.
| Elemento | Significato | Esempi |
|---|---|---|
| -ig | che ha qualcosa; pieno di qualcosa (come «-oso») | sonnig, windig, salzig, lustig, schmutzig |
| Il parente più vicino di «-oso»: windig «ventoso», salzig «salato», sonnig «soleggiato». In fine di parola la g si pronuncia come il ch di ich nel tedesco standard; al sud si sente spesso una k. | ||
| -lich | alla maniera di; ogni giorno, settimana o anno | freundlich, täglich, ehrlich, gefährlich, herzlich |
| Forma aggettivi: freundlich «gentile», täglich «quotidiano», gefährlich «pericoloso». herzlich viene da das Herz come «cordiale» dal latino cor. Non è una terminazione d’avverbio: il tedesco non ha un vero «-mente», e l’aggettivo fa da avverbio così com’è. Molte radici prendono l’Umlaut: der Tag → täglich. | ||
| -isch | appartenente a; di un paese o di una lingua | tedesca, typisch, praktisch, kindisch, altmodisch |
| Gli aggettivi di nazionalità e di lingua lo prendono e si scrivono minuscoli, come in italiano: tedesca, italienisch. La differenza è la lingua come nome, che in tedesco ha la maiuscola: Sie spricht Tedesca. «Parla inglese.» Sulle persone può suonare critico, come «puerile» accanto a «infantile»: kindlich è «infantile, da bambino», kindisch «puerile». | ||
| -bar | che si può fare (come «-bile») | essbar, trinkbar, lesbar, bezahlbar, machbar |
| Il «-bile» tedesco, e altrettanto produttivo: si prende un verbo con complemento oggetto, si toglie -en, si aggiunge -bar: lesbar «leggibile», machbar «fattibile», trinkbar «potabile». Il negativo prende un-: unlesbar, unbezahlbar — che, come «impagabile», vuol dire anche «inestimabile». | ||
| -sam | incline a; che produce qualcosa | langsam, sparsam, einsam, aufmerksam, wirksam |
| Oggi non forma quasi più parole nuove, ma si trova in alcuni degli aggettivi più comuni: langsam «lento», einsam «solo, solitario», sparsam «parsimonioso», aufmerksam «attento». Conviene impararli come parole intere. | ||
| -voll | pieno di | sinnvoll, wertvoll, humorvoll, rücksichtsvoll, hoffnungsvoll |
| Come «pieno di», e fa coppia con -los: hoffnungsvoll / hoffnungslos «pieno di speranza» / «senza speranza», sinnvoll / sinnlos «sensato» / «insensato». Attenzione alla s di giuntura che molti nomi portano con sé: rücksichtsvoll «premuroso», hoffnungsvoll. | ||
Suffissi che formano verbi
Verbi presi in prestito, azioni piccole e ripetute, verbi nati da aggettivi.
| Elemento | Significato | Esempi |
|---|---|---|
| -ieren | verbi da radici prese in prestito (spesso i verbi italiani in «-are») | reservieren, reparieren, studieren, funktionieren, diskutieren |
| La porta da cui entrano i verbi di origine latina, francese e inglese, e chi parla italiano li indovina spesso: reparieren «riparare», funktionieren «funzionare», diskutieren «discutere». Due regole: l’accento cade sempre su -ie-, e il participio non ha ge- — reserviert, repariert. Una trappola: studieren è studiare all’università; studiare per una verifica è lernen. | ||
| -igen | un verbo da un aggettivo o da un nome | reinigen, beruhigen, befestigen, beschädigen, sättigen |
| Molto spesso insieme a be-: ruhig → beruhigen «calmare», fest → befestigen «fissare», der Schaden → beschädigen «danneggiare». Da rein «pulito» viene reinigen, e per questo la lavanderia a secco è die Reinigung. | ||
| -eln | un’azione piccola, ripetuta o attenuata (come «-icchiare») | lächeln, hüsteln, tröpfeln, kränkeln, tänzeln |
| Chi parla italiano conosce il meccanismo da «tossire» → «tossicchiare»: husten → hüsteln. Allo stesso modo tropfen «gocciolare» → tröpfeln «cadere a goccioline», lachen «ridere» → lächeln «sorridere». L’Umlaut e -eln insieme rimpiccioliscono l’azione. | ||
Terminazioni che formano avverbi
Quasi tutti gli avverbi tedeschi non hanno bisogno di nessuna terminazione. Queste sono le eccezioni.
| Elemento | Significato | Esempi |
|---|---|---|
| -s | in quel momento, per abitudine | abends, morgens, nachts, montags, sonntags |
| der Abend è la sera, abends «di sera», ogni sera. La differenza tra montags e am Montag è quella tra «il lunedì» (ogni lunedì) e «lunedì» (questo lunedì). Si scrive minuscolo anche se viene da un nome. nachts prende la s anche se die Nacht è femminile. | ||
| -weise | in questo modo; a pezzi, per unità | ausnahmsweise, glücklicherweise, teilweise, schrittweise, beispielsweise |
| La cosa più vicina a «-mente», e molto meno usata, perché quasi ogni aggettivo tedesco fa già da avverbio senza terminazione: Sie fährt schnell. «Guida velocemente.» Su un nome vuol dire «per unità»: schrittweise «passo dopo passo», teilweise «in parte». Su un aggettivo commenta tutta la frase e mette -er- in mezzo: glücklicherweise «fortunatamente». | ||
Che cosa va nella giuntura
Parole composte: l’ultima parte decide il genere, e la lettera in mezzo si impara con la parola.
| Elemento | Significato | Esempi |
|---|---|---|
| -s- | una s di giuntura tra due nomi | Wohnungsschlüssel, Arbeitsplatz, Geburtstag, Zeitungsartikel, Liebesbrief |
| L’ordine è il contrario di quello italiano: prima quello che precisa, poi la cosa. der Arbeitsplatz è «il posto di lavoro», e la s sta dove l’italiano mette «di» — ma non è un genitivo, e compare anche dopo nomi femminili: die Arbeit → der Arbeitsplatz. Dopo -ung, -heit, -keit, -schaft, -tion e -ität la giuntura è sempre s. L’ultima parte decide il genere: die Wohnung + der Schlüssel = der Wohnungsschlüssel. | ||
| -(e)n- | una n o en di giuntura, spesso dopo una -e finale | Sonnenbrille, Straßenbahn, Taschenlampe, Blumenladen, Frauenarzt |
| Soprattutto dopo nomi femminili in -e, e sembra un plurale senza esserlo: die Sonnenbrille non è per più soli. La giuntura la decide la prima parte, il genere l’ultima: die Straße + die Bahn = die Straßenbahn «il tram», die Blume + der Laden = der Blumenladen «il fioraio». | ||
| -e- / -er- | giunture antiche che sembrano plurali | Wörterbuch, Kinderwagen, Bilderbuch, Hundehütte, Liederabend |
| Alcune significano ancora «più di uno»: das Wörterbuch è un libro di parole. Altre non più: der Kinderwagen «la carrozzina» porta un bambino solo. La giuntura non si ricava dalle parti, quindi il composto si impara come una parola sola. | ||