Il percorso
Tutti i 130 argomenti di grammatica nell’ordine in cui si reggono a vicenda — numerati da 1 a 130.
I tuoi progressi a colpo d’occhio
Ogni petalo è una categoria: dentro gli argomenti facili, fuori quelli difficili. Tocca un petalo per vedere solo i suoi argomenti.
A che punto sei adesso?
- A1Presentarsi, fare domande, dire le cose di ogni giorno.
- L'alfabetoLe stesse 26 lettere, con altri nomi.
- Le vocaliUna u non è una « u », e due lettere spesso fanno un solo suono.
- Le vocali nasaliDavanti a n o m la vocale passa dal naso, e la n sparisce.
- Consonanti: ch, c, g, z, rLe stesse lettere, altri suoni — e le doppie non si sentono.
- L'accento tonicoL'accento cade sull'ultima sillaba che si sente.
- Verbi in -erIl gruppo più grande, e quasi senza eccezioni.
- Il verbo être (essere)Il pronome davanti, sempre.
- L’articolo determinativoTre forme al posto di sette.
- La negazione: ne … pasNel parlato ne sparisce, e « non » non sparisce mai.
- Le desinenze muteIl tuo numero sta nell'ultima vocale e si sente; qui è una lettera muta.
- Passé composé con avoirIl tuo passato prossimo, pezzo per pezzo.
- Maschile o femminileParole gemelle che cambiano genere senza avvisare.
- L’accordo dell’aggettivoDue classi come le tue, e una lettera che cambia il suono di un’altra.
- Verbi in -irIl tuo -isc-, messo in un altro posto.
- Il verbo avoir (avere)Possesso, età e tutto quello che capita.
- L’articolo indeterminativoIl plurale che hai e usi poco.
- Verbi in -reIl gruppo più piccolo — e in italiano è quello più irregolare.
- Futuro prossimo: aller + infinitoUna forma che l’italiano non ha, e che qui si sente sempre.
- L’imperativo: le tre formeQui la forma di tu esce dalla seconda persona, non dalla terza.
- Potere e volere: pouvoir, vouloirDue radici dove l’italiano ne ha quattro.
- I possessiviCome il tuo, ma senza l’articolo davanti.
- Le preposizioni à e deQui si fondono due preposizioni, non sei.
- Chiedere con est-ce queTu hai un modo solo; qui ce ne sono tre, ed è una scelta.
- L'élisionL'apostrofo lo hai già — qui però non è mai facoltativo.
- Espressioni con avoir: j’ai faimLa parte che chi viene dall’italiano sa già.
- Il partitivo: du, de laIl tuo « del pane » — ma qui non si può togliere.
- I verbi irregolarifaire fa il tempo come fare — andare non chiede come stai.
- I participi irregolariSono i tuoi accorciati — e leggerli è gratis, dirli no.
- Il pluraleUna -s in fondo, e in italiano la -s al plurale non esiste.
- La posizione dell’aggettivoDopo, come in italiano — ma qui non si sposta per enfasi.
- Le parole interrogativeIl tuo « come » qui si divide in comment e comme.
- Gli accentiDistinguere due parole lo fai già; dire aperta o chiusa, no.
- C’è e ci sono: il y aNon va mai al plurale.
- Preposizioni articolate: au, duDue preposizioni si fondono, le altre no.
- Verbi riflessivi: se laver, s'appelerIl pronome cambia con la persona — e sta davanti al verbo.
- A2Parlare di quello che è successo e dire che cosa si ha in mente.
- I dimostrativiUna forma sola per questo e quello — e quel non si piega.
- Verbi che cambiano la radiceAnche l’italiano cambia radice — ma non dove si aspetta il francese.
- Imperativi irregolari: sois, aieGli stessi quattro verbi, con lo stesso comportamento.
- Dovere: devoir e il faut« ci vuole » si accorda; il faut non si accorda mai.
- Il genere dalla desinenzaIn italiano l’ultima lettera è grammatica, qui è vocabolario.
- Aggettivi irregolari: beau, vieuxCome il tuo bello — ma scatta soltanto davanti a una vocale.
- Passé composé con êtreHai già il sistema: quello che cambia è la lista.
- Paesi, città, direzioniIl genere del paese lo sai già: qui per la prima volta serve.
- Altre negazioni: jamais, riennon … che esiste anche in italiano, ma suona da libro.
- Pronomi complemento: le, luiIl francese ha un lui solo dove tu hai gli e le.
- Altri verbi irregolari: partir, voir, boireRadice corta al singolare, radice lunga al plurale.
- Il presente per il futuroAnche tu lo fai — ma « sto per » non è la stessa casella.
- Ipotesi probabile: si + presenteQui la principale va al futuro, non al presente.
- Essere: c’est o il estDove l’italiano dice « è », il francese sceglie fra due.
- Imperativo e pronomi: donne-le-moiIl salto è il tuo; qui però non c’è la scelta del negativo.
- Sapere e conoscereQuesta pagina non costa nulla: restano due trappole di ortografia.
- Il pronome on invece del passivoÈ il tuo « si » — anche quando vuol dire « noi ».
- Verbo + infinito direttosperare e pensare qui perdono il « di ».
- Nomi senza articoloIl francese lo mette dove tu lo togli.
- Quantità: beaucoup demolto si accorda e si attacca, beaucoup non fa né l’uno né l’altro.
- Il comparativomigliore e meglio li hai già; l’articolo doppio no.
- Relativi: qui e queIl tuo « che » si divide in due — e il participio si accorda.
- La liaisonIl tuo raddoppiamento rinforza; questa riporta indietro una lettera.
- Punteggiatura e virgoletteDodicimila si scrive 12 000, non 12.000.
- I pronomi y ed enSono il tuo ci e il tuo ne, con un compito in meno.
- L’imparfait (imperfetto)La radice si prende dalla forma di « noi », non dall’infinito.
- Preposizioni di luogo e tempochez è il tuo « da »: dal medico, chez le médecin.
- Domande con inversioneTu il pronome non lo dici: qui bisogna prima metterlo.
- Azione in corso: être en train de« Sto leggendo » non ha una forma propria in francese.
- Chiedere senza imperativo« Non fumare » qui è due frasi diverse.
- Chiedere con cortesiaIn italiano si è cortesi con la persona; qui lo si è con il tempo.
- Il possesso con de: du, desde si fonde solo con le e les, e con nient’altro.
- Gli avverbi in -ment-ment sul femminile, come « -mente » — e una scrittura che non si sente.
- moi, toi, lui — le forme tonicheIl tuo « loro » qui si divide in tre parole.
- B1Spiegare come stanno le cose, motivare, riferire.
- L'infinito con àQuasi tutta la tua lista — e « ci tengo a » è la stessa.
- Il futuro sempliceIl tuo futuro — tranne una radice che viene dal nulla.
- I modali al passatoQui l’ausiliare è sempre avoir, anche con « sono potuto andare ».
- Nomi con due generi e due sensiLe tue coppie hanno una logica; queste no.
- L'accordo del participio con avoirSe il complemento oggetto precede il verbo, il participio si accorda — quasi come in italiano.
- Il congiuntivo: le formeQui il congiuntivo non si sente: bisogna vederlo.
- Riferire un'affermazione« Dice di essere stanco » qui non si può dire.
- c'est e il est: i casi limiteDove la regola di base non basta più: giudizi, l'ora, la lingua scritta.
- Intensità: si, trop, assezLa differenza sta nella prima parola, non nella seconda.
- Verbi con preposizione fissaLe liste combaciano quasi tutte: guarda sperare e provare.
- Relativi: dont e oùIl tuo « cui » mostra la preposizione; dont se la mangia.
- L'infinito con deIl gruppo più vicino all'italiano — e « provare a » che ci finisce dentro.
- Il condizionaleQui le desinenze sono quelle dell’imperfetto: una serie in meno.
- Divieto o non obbligoIl tuo « non devi » è ambiguo; « non bisogna » no.
- I nomi compostiHai già la scelta fra da e di: qui diventa à e de.
- Passé composé o imparfait?Qui i tempi del racconto sono due, non tre.
- Ipotesi immaginaria: si + imparfait« se avevo tempo » ha già la forma giusta nella prima metà.
- Quando serve il congiuntivo« penso che sia » qui è je pense que c’est, all’indicativo.
- Il passivo con êtreUn ausiliare solo dove tu ne hai tre.
- Il gérondif: en parlantIl tuo gerundio può avere un soggetto suo; questo no.
- Due pronomi complemento insiemeQui non si salda niente: né glielo né dammelo.
- Riferire una domandaIl tuo congiuntivo qui non entra: la domanda indiretta resta all'indicativo.
- Gli usi di tout e même« Tutti sono arrivati » qui è al singolare.
- Il futuro dopo quandSu quando le due lingue sono d’accordo; su se no.
- Supporre con devoirIl passato sta sul modale, non sull’infinito.
- Nomi collettiviTu dici « tutti sono », il francese dice « tutto il mondo è ».
- Verbi con à o con deLe coppie sono le tue — tranne venir de, che non ha nessun « venire ».
- L’aggettivo sostantivato: le beauIl di dopo qualcosa ce l’hai già: qui è de.
- Aggettivi con preposizione« interessato a » qui è intéressé par.
- Le congiunzioniIl tuo « perché » qui si sdoppia: parce que e pour que.
- Il plus-que-parfait (trapassato)Il tuo trapassato — con un accordo in più.
- Come evitare il congiuntivoE un ne che compare dopo avant que e non nega niente.
- Riferire una richiesta o un ordineLa stessa costruzione — con due parole di negazione e i pronomi staccati.
- Francese parlato: cosa si ometteIl tuo « non » non cade mai; qui cade quasi sempre.
- Quale futuro scegliereTre caselle contro tre, ma quella di mezzo è fatta d’altro.
- Consigliare e raccomandare« conviene » qui non ha un verbo suo.
- I mestieri al femminile-trice è il tuo, -essa non esiste.
- Aggettivo o nome + infinitoLa distinzione fra « facile da leggere » e « è facile leggere » c'è anche in italiano.
- B2Diventare precisi: posizione, sfumatura, subordinata.
- Ipotesi nel passato: si j’avais suQui « a saperlo » non esiste: ci vuole la frase intera.
- Il futuro anterioreIn italiano serve quasi solo a supporre; qui lavora tutti i giorni.
- Passivo con se e se faireHai anche « farsi » — solo che qui il participio non si accorda.
- Far fare e lasciar fare« Si è fatta tagliare i capelli » — in francese quel participio non si accorda.
- Relativi con preposizione: lequelIn italiano « il quale » è formale; qui, per le cose, è la forma normale.
- La concordanza dei tempiIl futuro riferito: l'italiano il condizionale passato, il francese quello presente.
- Condizioni senza si« nel caso in cui piovesse » qui vuole il condizionale.
- Passé simple: leggere il tempo del raccontoNon lo si parla, ma bisogna saperlo leggere — come il passato remoto.
- Il futuro di supposizioneIl tuo « starà dormendo » qui non si dice con il futuro.
- Il congiuntivo passatoDopo un superlativo qui, per iscritto, è una regola.
- Mettere in rilievo: c’est … quiIl tuo « che » invariabile qui si divide di nuovo in qui e que.
- Condizioni misteQui la scorciatoia parlata non basta più.
- Complemento d’agente: par o deIl tuo « da » qui si divide in due.
- L’infinito passato: après avoirQuesta è la tua costruzione, ausiliare compreso.
- Participio al posto della relativaIl tuo participio presente è da ufficio; qui è lingua scritta corrente.
- I verbi introduttori« Pretendere » è exiger; prétendre è sostenere.
- Il futuro nel passatoTu dici « sarebbe venuto »; qui si dice viendrait.
- Desideri e rimpiantiDopo « vorrei che » il francese scende di un tempo in meno.
- C1Le finezze: tono, registro, forme rare.
- L'inversione fuori dalla domandaTu sposti il soggetto dopo il verbo; qui non si può.
- Condizione con riserva: pour peu que, quand bien mêmeI connettivi dello scritto che restringono una condizione o la mettono in dubbio.
- Norme e cartelli« interdetto » qui è la parola di tutti i giorni.
- Lo stile nominaleIl tuo « il suo partire » qui non esiste: ci vuole un nome vero.
- Attenuare e sfumare« Magari » qui si divide in quattro, e nessuna delle quattro è una sola parola.
Il traguardo: tutta la grammatica
130 argomenti, dalle prime frasi agli ultimi ritocchi.
Come si legge il percorso. Ogni punto è un argomento di grammatica; un clic lo apre. Il colore del punto è la sua categoria, il colore del sentiero la difficoltà — verde e facile in alto, rosso bacca e difficile in basso. All’interno di un livello le categorie si susseguono, ma non serve seguirle in ordine: si può studiare un tempo verbale e intanto un argomento di un’altra categoria.
In ogni pagina di argomento puoi segnare a che punto sei — capito o non ancora sicuro. Il percorso lo mostra qui e indica il prossimo argomento aperto.
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Tutti gli argomenti in una panoramica Che cosa significa ogni livello
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