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N4  ·  Collegare le frasi  ·  circa 6 minuti

Una frase davanti a un nome

la frase che descrive un nome (relativa)

Il giapponese non ha «che», «il quale» o «dove»: una frase in forma piana sta semplicemente davanti al nome che descrive.

Le parole che ti servono6

Compaiono negli esempi e negli esercizi di questo argomento e a questo punto del percorso sono nuove.

  • 生(う)まれるnascere
  • あそこlaggiù; là
  • 祖母(そぼ)nonna (la mia)
  • 言葉(ことば)parola; lingua
  • カレーcurry (con riso)
  • パン屋(や)panetteria; panettiere

Esercitati con le schede

Capire

Da ricordareLa frase viene prima del nome, finisce in forma piana, e il suo soggetto prende が.

Parole chiave
  • 〜た本(ほん)
  • 〜ている人(ひと)
  • 〜ない人(ひと)
  • 〜た日(ひ)
  • 〜な人(ひと)
  • 〜の兄(あに)

La forma

Gli schemi a colpo d’occhio

Ogni riga dice prima quando o a che cosa serve lo schema, poi dà un esempio in giapponese.

il libro che ho comprato ieri (passato)昨日(きのう)買(か)った本(ほん)
la persona che legge il giornale (ている)新聞(しんぶん)を読(よ)んでいる人(ひと)
una parola che non capisco (negativo)分(わ)からない言葉(ことば)
la città dove abito (soggetto con が)私(わたし)が住(す)んでいる町(まち)
una stanza tranquilla (aggettivo in -na)静(しず)かな部屋(へや)
mio fratello, che fa il medico (nome)医者(いしゃ)の兄(あに)
mio padre, che era insegnante (nome, passato)先生(せんせい)だった父(ちち)

Le regole una per una

La forma di questo argomentoLa parola che la richiede

  1. La frase va davanti al nome e finisce in forma piana, mai in ます.

    駅(えき)で会(あ)った人(ひと)は田中(たなか)さんです。La persona che ho incontrato alla stazione è il signor Tanaka.

  2. Il soggetto dentro la frase prende が (o の), non は.

    母(はは)が作(つく)ったケーキはおいしいです。La torta che ha fatto mia madre è buona.

  3. Non c’è nessuna parola per «che», «cui», «dove» o «quando»: il ruolo del nome si capisce dalla frase.

    私(わたし)が生(う)まれた町(まち)は小(ちい)さいです。La città dove sono nato è piccola.

  4. Davanti a un nome, un aggettivo in -na prende な e un nome al presente prende の invece di だ.

    料理(りょうり)が上手(じょうず)な人(ひと)を知(し)っていますか。Conosci qualcuno che sia bravo a cucinare?

  5. Il tempo dentro la frase è il suo, non quello della frase principale.

    明日(あした)来(く)る人(ひと)は三人(さんにん)です。Le persone che vengono domani sono tre.

Frasi di esempio

先週(せんしゅう)見(み)た映画(えいが)はとても面白(おもしろ)かったです。Il film che ho visto la settimana scorsa era molto bello.

あそこで新聞(しんぶん)を読(よ)んでいる人(ひと)は私(わたし)の父(ちち)です。L’uomo che legge il giornale laggiù è mio padre.

日本語(にほんご)が話(はな)せる人(ひと)を探(さが)しています。Cerchiamo una persona che sappia parlare giapponese.

Altre 10 frasi di esempio

これは祖母(そぼ)がくれた時計(とけい)です。Questo è l’orologio che mi ha regalato mia nonna.

駅(えき)の近(ちか)くにある店(みせ)でパンを買(か)いました。Ho comprato il pane in un negozio vicino alla stazione.

分(わ)からない言葉(ことば)があったら、聞(き)いてください。Se c’è una parola che non capite, chiedete pure.

父(ちち)が撮(と)った写真(しゃしん)を見(み)せましょうか。Ti faccio vedere le foto che ha scattato mio padre?

毎朝(まいあさ)乗(の)る電車(でんしゃ)はいつも混(こ)んでいます。Il treno che prendo ogni mattina è sempre pieno.

眼鏡(めがね)をかけている人(ひと)が山田(やまだ)さんです。La persona con gli occhiali è la signora Yamada.

誰(だれ)も知(し)らない店(みせ)を見(み)つけました。Ho trovato un locale che non conosce nessuno.

去年(きょねん)住(す)んでいたアパートは駅(えき)から遠(とお)かったです。L’appartamento in cui abitavo l’anno scorso era lontano dalla stazione.

一緒(いっしょ)に行(い)く人(ひと)はいますか。C’è qualcuno che viene con te?

先生(せんせい)に借(か)りた辞書(じしょ)を返(かえ)さなければなりません。Devo restituire il dizionario che mi ha prestato il professore.

La trappola tipica di chi parla italiano

Attenzione

La frase parla del libro, quindi il libro è il tema e prende は. «Io» appartiene alla frase che descrive il libro, e il soggetto di una frase così prende が. Due は di fila come qui fanno aspettare a chi ascolta due affermazioni separate, e poi ne trova un solo verbo.

Sbagliato:私(わたし)は買(か)った本(ほん)は高(たか)かったです。
Giusto:私(わたし)が買(か)った本(ほん)は高(たか)かったです。

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La spiegazione completa

Leggila tutta · circa 1 min

L’italiano descrive un nome con una frase che viene dopo e comincia con «che», «cui», «dove» o «quando»: «il libro che ho comprato ieri». Il giapponese mette l’intera frase davanti al nome e non usa nessuna parola di collegamento: 昨日(きのう)買(か)った本(ほん). La frase sta esattamente dove sta un aggettivo, e in un certo senso lo è — 高(たか)い本(ほん) e 昨日(きのう)買(か)った本(ほん) sono costruiti allo stesso modo.

Il verbo in fondo alla frase è in forma piana: forma del dizionario, ない, た, なかった, ている. Il cortese ます non ci va, perché la cortesia appartiene alla frase intera e si mostra una volta sola, sull’ultimo verbo. Un aggettivo in -i resta com’è, uno in -na prende な, e un nome prende の: 医者(いしゃ)の兄(あに) è «mio fratello, che fa il medico».

Dentro la frase il soggetto si segna con が, non con は: 母(はは)が作(つく)った料理(りょうり), «il piatto che ha fatto mia madre». は segna il tema dell’intera frase e non può stare dentro una frase che descrive soltanto un nome. È l’errore più comune qui, perché «mia madre» sembra un tema.

Niente dice che ruolo ha il nome nella frase — soggetto, oggetto, luogo o tempo. 私(わたし)が住(す)んでいる町(まち) è «la città dove abito», 友達(ともだち)に会(あ)った日(ひ) è «il giorno in cui ho incontrato il mio amico», e chi ascolta ricava il legame dal senso. In pratica è raramente ambiguo, e risparmia al giapponese tutta la serie di «che», «cui», «in cui», «del quale» di cui l’italiano non può fare a meno.

Più da vicino

Leggere un lungo gruppo nominale dalla fine

Poiché ogni descrizione sta davanti, il giapponese può impilarle: 駅(えき)の前(まえ)に新(あたら)しくできたパン屋(や) è «il panificio che ha appena aperto davanti alla stazione». Chi legge in italiano incontra prima la stazione e non ha ancora idea di che cosa parli la frase.

L’abitudine pratica è leggere un gruppo così due volte. La prima, cerca il nome alla fine — è di quello che si parla. La seconda, leggi la frase come informazione su quel nome. Un verbo piano seguito direttamente da un nome è un segnale forte: quel verbo quasi certamente appartiene a quel nome, non alla frase principale.

Eccezioni e casi particolari1
  1. Eccezione

    Quando la frase finisce in un nome o in un aggettivo in -na al presente

    allora la だ che chiuderebbe una frase normale diventa の dopo un nome e な dopo un aggettivo in -na; al passato だった resta.

    歌手(かしゅ)の姉(あね)と、歌手(かしゅ)だった母(はは)がいます。Ho una sorella maggiore che fa la cantante e una madre che lo faceva.

    Perché? だ non può stare direttamente davanti a un nome. Nello scritto formale è possibile anche である: 医者(いしゃ)である兄(あに).

Particolarità2
  1. Particolarità

    が può diventare の in una frase breve

    In una frase breve che descrive un nome, il soggetto si può segnare con の invece di が: 母(はは)の作(つく)った料理(りょうり) vuol dire lo stesso di 母(はは)が作(つく)った料理(りょうり). Suona un po’ più morbido e più scritto. Funziona solo dentro una frase così; all’inizio di una frase normale の non può segnare un soggetto.

    友達(ともだち)の住(す)んでいる町(まち)は海(うみ)の近(ちか)くです。La città dove abita il mio amico è vicino al mare.

  2. Particolarità

    Frasi in cui il nome non ha nessun ruolo

    Il giapponese mette una frase davanti a un nome anche quando il nome non fa parte della frase, ma vi è solo collegato: 魚(さかな)を焼(や)くにおい è «l’odore del pesce che cuoce alla griglia», dove nessuno griglia l’odore. L’italiano ha bisogno di «di» o di una frase più lunga; il giapponese usa lo schema di sempre.

    隣(となり)の部屋(へや)からピアノを弾(ひ)く音(おと)が聞(き)こえます。Dalla stanza accanto si sente qualcuno suonare il pianoforte.

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