Giapponese per principianti
Chi parte da zero non ha bisogno di una panoramica, ma di un ordine. Questa pagina ne propone uno — sei passi, ciascuno con il suo argomento di grammatica, le parole abbinate e il motivo per cui sta dove sta.
Perché un ordine e non un elenco
Questo sito ha 139 argomenti di grammatica. Per chi comincia non è un’offerta, ma un muro: tutto sembra ugualmente importante, e l’ingresso più ovvio — partire dall’inizio — porta ai tempi verbali prima che ci sia una sola frase.
L’ordine qui sotto quindi non è una classificazione della materia, ma un consiglio, e segue una regola: ogni passo deve rendere possibile una frase in più che prima non si poteva dire. Tutto ciò che non lo fa — per quanto giusto possa essere — viene dopo.
Tre cose prima di cominciare
- Venti minuti per sei giorni battono due ore in uno. Non è una predica, ma il motivo per cui questo sito ha un obiettivo giornaliero: il ripasso funziona a intervalli, e di intervalli ne servono parecchi.
- La pronuncia non si impara qui. Questo sito spiega e interroga, sempre per iscritto. Parlare e ascoltare si imparano con le persone o con le registrazioni — non ne è un sostituto e non vuole esserlo.
- Gli errori sono lo scopo dell’esercizio, non il suo fallimento. Quello che sbagli torna domani; quello che sai, solo tra cinque settimane. Chi si esercita solo su ciò che sa già non va avanti.
I primi sei passi
Prima gli hiragana, e solo quelli. Su questo sito ogni kanji porta sopra di sé la lettura in hiragana: i quarantasei segni sono quindi la chiave di ogni frase che troverai qui. Imparali per primi, e il resto del sito si apre.
Da abbinare: Saluti e formule fisse — 44 parole.
La frase giapponese più semplice è un nome con です in fondo: 学生です, «sono uno studente». Non c’è un «io» se non serve, non c’è «uno» e non c’è un verbo che cambia con la persona: è la prima sorpresa, ed è bene averla subito.
Da abbinare: Persone e famiglia — 43 parole.
Il giapponese indica che cosa fa ogni nome con una piccola parola dopo di esso — は, が, を, に — e non con il posto che occupa nella frase. In italiano lo fanno l’ordine e le preposizioni; qui lo fanno le particelle. は e が vengono prima perché quasi ogni frase ne ha una.
Da abbinare: Questo, quello e le parole interrogative — 40 parole.
Il verbo va proprio in fondo, e la sua forma cortese finisce in ます. Presente e futuro sono una forma sola: 食べます vuol dire «mangio» e «mangerò», e lo dice il resto della frase. Non cambia con la persona: «mangio», «mangi» e «mangiamo» sono tutti 食べます.
Da abbinare: Cibo e bevande — 41 parole.
Con un verbo al suo posto, を indica ciò su cui il verbo agisce: 水を飲みます, «bevo acqua». Con は e ます è già una frase quotidiana completa, e quasi tutto ciò che viene dopo la arricchisce invece di cambiarla.
Da abbinare: In casa — 42 parole.
La forma in -te unisce le azioni, serve a chiedere con garbo e regge metà della grammatica dei livelli successivi — 見てください, 読んでいます. I suoi cambi di suono sembrano una lista di eccezioni e sono invece pochi schemi; impararli ora evita di impararli di nuovo in ogni tema successivo.
Da abbinare: Luoghi in città — 40 parole.
E dopo?
Dopo questi sei passi si riescono a fare frasi semplici al presente e al passato, domande e si hanno le prime centinaia di parole. È il punto in cui un ordine non serve più: da qui la strada dipende da ciò per cui ti serve la lingua.
I 40 argomenti del livello N5 sono tutti nella pagina N5; se preferisci esercitarti subito invece di leggere, comincia dalla razione del giorno — decide lei che cosa tocca oggi.