Il percorso
Tutti i 129 argomenti di grammatica nell’ordine in cui si reggono a vicenda — numerati da 1 a 129.
I tuoi progressi a colpo d’occhio
Ogni petalo è una categoria: dentro gli argomenti facili, fuori quelli difficili. Tocca un petalo per vedere solo i suoi argomenti.
A che punto sei adesso?
- A1Presentarsi, fare domande, dire le cose di ogni giorno.
- L'alfabeto e lo spellingLe stesse lettere, ma molte si chiamano diversamente.
- Le vocali: brevi, lunghe, deboliCinque lettere vocali, ma molti più suoni.
- Consonanti: th, w, v, h e rI suoni in cui un accento si sente subito.
- Le lettere muteSi scrivono, ma non si pronunciano: knife, write, night.
- L'accento della parolaNessun segno lo indica: si impara insieme alla parola.
- L'ordine di baseChi, fa che cosa, a chi o che cosa — e solo dopo il resto.
- Il Simple PresentQuello che vale sempre, quello che si ripete, quello che è un fatto.
- I pronomi personaliDue serie: una per il soggetto, una per tutto il resto.
- Il pluraleQuasi sempre -s, e una dozzina scarsa di eccezioni.
- Le preposizioni di tempoDal grande al piccolo: at è il punto, in è il periodo.
- Fare domandeUn ausiliare davanti — e se non ce n'è nessuno si va a prendere do.
- Il Present ProgressiveQuello che è in corso proprio adesso — o in queste settimane.
- I desideri: would like, want, likeI would like per «vorrei», I like per «mi piace» — e davanti a un verbo c'è to.
- C’è: there is e it isDue costruzioni inglesi, e una che l'italiano ha già.
- La negazionenot sta accanto all'ausiliare — e se non ce n'è nessuno si va a prendere do anche qui.
- Il verbo to beIl verbo più importante della lingua — e il più irregolare.
- L'imperativoLa forma base da sola — e let’s per «andiamo».
- L’articolo indeterminativo: a, anUno tra tanti — e a decidere è il suono.
- Le preposizioni di luogoLe stesse tre parole, la stessa logica: punto, superficie, spazio.
- Dimostrativi: this, thatVicino o lontano, uno o più — quattro parole coprono tutto.
- Avere: have e have gotDue volte la stessa cosa — ma domanda e negazione vanno diversamente.
- Unire le frasi: and, but, or, so, becauseCinque parole piccole — e il soggetto non resta a casa.
- A2Parlare di quello che è successo e dire che cosa si ha in mente.
- Simple Present o Present Progressive?Lo stesso tempo, due forme — e una differenza di significato.
- Numerabile o non numerabileLa distinzione da cui dipendono quasi tutte le parole di quantità.
- Il futuro con going toQuello che è già deciso — o quello che si vede arrivare.
- Aggettivo o avverbio?La distinzione l'italiano la fa già — quello che cambia sono le parole che ingannano.
- L'apostrofoGenitivo e forma contratta — da nessun'altra parte.
- Regole dei verbi modaliNiente -s, niente to, niente do — e nessun tempo proprio.
- Il periodo ipotetico di tipo 0Qui «se» significa: ogni volta che.
- Il Simple PastQuello che è successo in un momento ormai chiuso.
- L’articolo determinativo: theQuando tutti e due sanno di quale si parla.
- Il futuro con willQuello che si crede, si decide in quel momento o si promette.
- I verbi irregolariCirca duecento verbi, e proprio i più frequenti.
- I possessiviDue serie: una davanti al nome, una al posto del nome.
- Il comparativo e il superlativoLe parole corte prendono -er, quelle lunghe prendono more.
- Le preposizioni di movimentoDove si va — e non dove si è.
- Dove stanno gli avverbiLa frequenza in mezzo, il modo in fondo.
- Le maiuscoleNomi in minuscolo, nazionalità in maiuscolo, I sempre.
- Il Past ProgressiveQuello che era in corso in un momento del passato.
- Le parole di quantitàsome, any, much, many, few, little.
- can, could, be able toLe stesse parole per tre cose diverse.
- Il periodo ipotetico di tipo 1Può benissimo andare così.
- Present Progressive per il futuroUn appuntamento con altre persone — già preso.
- Troppo e abbastanza: too, enoughTre parole per il troppo, il quanto basta e quello che ne segue.
- Numeri, data e oraLa virgola decimale è un punto — e la data si scrive diversamente.
- Il Present PerfectIl passato che conta per il presente.
- Il genitivo sassone: ’sPeter’s car oppure the car of Peter?
- B1Spiegare come stanno le cose, motivare, riferire.
- Verbi di stato: know, likeAlcuni verbi non descrivono un processo — e perciò non vanno mai in -ing.
- must, have to, needChi dice che si deve? E che cosa significa che non si deve?
- Riferire un'affermazioneQuello che qualcuno ha detto, senza virgolette.
- I riflessiviIl «si» — e i tanti verbi inglesi che ne fanno a meno.
- Il Simple Present per gli orariPartenza, inizio, apertura: non lo decidi tu.
- Le relative determinativeLa subordinata dice di quale si tratta — e non si può togliere.
- Formare il passivoUna formula per tutti i tempi.
- Verbi con -ingDove l'inglese chiede -ing e l'italiano mette un infinito.
- Nomi senza articoloIl generale, l'astratto, i pasti, le lingue — tutto senza the.
- Aggettivi in -ing e -edUno descrive la cosa, l'altro la persona.
- Verbi con preposizione fissaQui non aiuta nessuna regola — solo la combinazione stessa.
- Domande di conferma: isn’t it?Un «vero?» italiano — e per questo l'inglese fa un piccolo calcolo.
- Il Present Perfect ProgressiveDa quanto tempo una cosa è in corso — e che è ancora in corso.
- may, might, be allowed toIl permesso — e la supposizione prudente.
- La concordanza dei tempiOgni tempo verbale arretra di un passo.
- Gli indefinitiUna costruzione a due pezzi — e sono tutti singolari.
- Present Perfect o Simple Past?Conta il momento o il risultato?
- Presente dopo when e ifLa subordinata resta al presente anche se parla del futuro.
- Il periodo ipotetico di tipo 2Se fosse così — ma non lo è.
- Le subordinate di tempoQuando succede qualcosa — e nessun will nella subordinata.
- La virgolaDavanti a that non ce ne va nessuna, davanti a and a volte sì.
- should, ought to, had betterTre gradi tra il consiglio e la minaccia.
- Riferire una domandaUna domanda riferita non è più una domanda — e non si costruisce più come tale.
- all, every, each, both, either, neither, noneQuanti di un gruppo — e se il verbo va al singolare.
- Il Past PerfectQuello che era già finito quando è successo altro.
- Quando si mette il passivoQuattro buone ragioni — e una che non lo è.
- Verbi con toIntenzione, progetto, decisione — e lo scopo di un'azione.
- I nomi compostibus stop, coffee machine, ticket office.
- Rafforzare: so e suchso davanti agli aggettivi, such davanti ai nomi.
- Aggettivi e nomi con preposizioneAnche qui: si imparano in coppia.
- Risposte brevi: Yes, I doL'inglese risponde con l'ausiliare, non con un sì o un no da soli.
- Scegliere la forma del futuroCinque forme e una sola domanda: chi ha deciso, e quando?
- Causa, conseguenza e scopoDopo because una frase, dopo because of un nome.
- Chiedere con cortesiaLa stessa richiesta in quattro gradi di cortesia.
- Riferire ordini e richiesteNiente that, ma un infinito.
- Il pronome one: the red oneLa parola che sostituisce un nome già detto.
- Abitudini passate: used toQuello che una volta era così e adesso non più.
- B2Diventare precisi: posizione, sfumatura, subordinata.
- Verbi con -ing o to: stop, rememberGli stessi verbi, due continuazioni, due significati.
- Il passivo con due oggettiUna frase con due oggetti ha due passivi — e quello abituale nel passivo italiano non esiste.
- Il periodo ipotetico di tipo 3È andata diversamente — e non si cambia più.
- Il Future ProgressiveDomani alle dieci sarò nel pieno del lavoro.
- Probabilità: must, might, can’tDa «non può che essere così» a «è escluso», in sei gradi.
- Le relative appositiveUn inciso — si potrebbe togliere.
- Verbi con infinito senza toQui il to sparisce.
- Il Past Perfect ProgressiveDa quanto una cosa era in corso prima che ne succedesse un'altra.
- Far fare: have something doneNon farlo da sé, ma farlo fare — e questo si dice con have.
- Desideri: wish e if onlyMagari — e il tempo indietreggia di un passo.
- Quando i tempi non cambianoLa regola fa arretrare ogni tempo. Non è però obbligata a farlo sempre.
- Accordo soggetto-verbothe team is oppure the team are.
- L'ordine di più aggettiviUn ordine fisso che nessuno ha imparato di proposito — e che tutti sentono.
- Preposizioni a fine fraseDove l'italiano mette una parola davanti, l'inglese ne mette una in fondo.
- Britannico o americanoVanno bene tutti e due — mescolati no.
- Lasciare e fare: let, makeDue verbi italiani, quattro inglesi — e nessuno vale dappertutto.
- Il Future PerfectEntro venerdì sarà fatto.
- I modali al passatoQuello che avrebbe potuto, dovuto o dovuto essere.
- Contrasto e concessioneTre parole per «anche se» — e ognuna vuole qualcosa di diverso.
- Il passivo con getPiù colloquiale, più improvviso, quasi sempre più spiacevole.
- Altre condizioni: unless, in caseQuattro parole che dicono la condizione più precisamente di if.
- I phrasal verbsgive, give up, give in, give away — quattro verbi, una radice.
- C1Le finezze: tono, registro, forme rare.
- L'inversioneNever have I seen — il rilievo ottenuto spostando.
- Le frasi scisseMettere in rilievo una parte senza alzare la voce.
- Il passato per cortesiaUna forma di passato che non parla del passato — ma suona più cortese.
- Il futuro nel passatoQualcosa che allora doveva ancora venire e oggi sta alle spalle.
- shall nei contratti e nei regolamentiUn modale quasi estinto per strada che regge una riga su due di ogni contratto.
- Passivo con say: it is saidCome riferire senza risponderne.
- I periodi ipotetici mistiMancato allora, sentito oggi.
- I verbi introduttiviUna sola parola dice come la cosa era intesa.
- Dopo nomi e aggettivi: to o -ingNon solo i verbi pretendono uno schema: anche i nomi e gli aggettivi, e il loro è un altro.
- Riferimenti: it, this e thatUn pronome può indicare una parola o un pensiero intero. Quale delle due, è una decisione.
- Aggettivi assoluti e rafforzativiAlcuni aggettivi non hanno gradi — e per questo prendono rafforzativi diversi da tutti gli altri.
- Verbi che non vogliono preposizioneUna manciata di verbi inglesi prende l'oggetto diretto — proprio dove altre lingue mettono una preposizione.
- Le relative ridotteDue parole in meno, e la frase suona subito più sicura.
- Il trattinoNon ci va perché due parole stanno insieme, ma perché altrimenti c'è scritto altro.
- Le costruzioni participialiDue frasi in una, senza congiunzione.
- Il congiuntivo ingleseUna forma antica sopravvissuta nella lingua degli uffici.
- C2Quel che resta, e che anche i madrelingua vanno a cercare.
- Le ellissiQuello che non serve ripetere — e con che cosa si sostituisce.
- Enfasi con do: I do believeI do believe — come l'inglese scritto dà forza a una frase.
- Nomi in senso genericothe tiger, a tiger oppure tigers.
- Informazione nuova in fondoLe frasi inglesi si appesantiscono verso il fondo — e l'informazione nuova sta dove sta il peso.
- Punto e virgola, due punti, lineettaTre segni, tre compiti — distribuiti diversamente.
- Attenuare un’affermazioneCome si afferma qualcosa in inglese senza affermarlo.
- Lo stile nominaleLa forma della lingua degli uffici — e quando conviene scioglierla.
Il traguardo: tutta la grammatica
129 argomenti, dalle prime frasi agli ultimi ritocchi.
Come si legge il percorso. Ogni punto è un argomento di grammatica; un clic lo apre. Il colore del punto è la sua categoria, il colore del sentiero la difficoltà — verde e facile in alto, rosso bacca e difficile in basso. All’interno di un livello le categorie si susseguono, ma non serve seguirle in ordine: si può studiare un tempo verbale e intanto un argomento di un’altra categoria.
In ogni pagina di argomento puoi segnare a che punto sei — capito o non ancora sicuro. Il percorso lo mostra qui e indica il prossimo argomento aperto.
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Tutti gli argomenti in una panoramica Che cosa significa ogni livello
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