Il percorso
Tutti i 140 argomenti di grammatica nell’ordine in cui si reggono a vicenda — numerati da 1 a 140.
I tuoi progressi a colpo d’occhio
Ogni petalo è una categoria: dentro gli argomenti facili, fuori quelli difficili. Tocca un petalo per vedere solo i suoi argomenti.
A che punto sei adesso?
- A1Presentarsi, fare domande, dire le cose di ogni giorno.
- L’alfabetoVentisette lettere, e una è nuova.
- Le vocaliCinque vocali, e ognuna suona sempre allo stesso modo.
- Consonanti: j, ll, ñ, r, zAlcune lettere familiari suonano diversamente da come se lo aspetta un occhio italiano.
- Grafia: c, g, qu, guLa vocale che segue decide come suonano c e g.
- Accento tonico e accento graficoDue regole per l'accento — e un segno dove non valgono.
- Presente: i verbi regolariTre serie di desinenze per tre gruppi di verbi.
- Il verbo serNome, provenienza, mestiere, qualità — ciò che resta.
- Le domande sì o noLa stessa frase, due punti interrogativi, la voce sale.
- Maschile o femminileLa desinenza lo tradisce quasi sempre — e tre volte no.
- L'accordo: genere e numeroQuattro forme, e la desinenza del nome dice quale.
- I pronomi soggettoyo, tú, él … si mettono solo se servono a qualcosa.
- Le preposizioni a, en, dea è dove si va, en è dove si sta, de è da dove e di chi.
- I verbi che cambiano la radiceLa vocale cambia — dappertutto tranne a noi e a voi.
- Il verbo estarIl luogo e lo stato — quello che domani può essere diverso.
- I verbi irregolariDieci verbi che servono dal primo giorno — e che non seguono nessuna regola.
- Il futuro con ir aIl futuro che si parla davvero.
- Potere e volere: poder, quererDue verbi con cambio di radice, l'infinito dietro.
- Le parole interrogativeOgni parola interrogativa porta un accento — è lui a fare la domanda.
- C’è, ci sono: hayUna forma sola per tutto, e mai l'articolo determinativo dopo.
- I verbi riflessiviIl pronome sta davanti — e più verbi ne chiedono uno che in italiano.
- Il pluraleUna -s o una -es, e a volte un accento che si sposta.
- Dimostrativi: este, ese, aquelVicino a me, vicino a te, lontano da tutti e due.
- I possessivi: mi, míoBreve davanti al nome, lungo con articolo quando sta da solo.
- Preposizioni articolate: al, dela più el dà al, de più el dà del — e nient'altro.
- Negazione e doppia negazioneno davanti al verbo, e nada, nunca, nadie lo vogliono lo stesso.
- Espressioni con tenerFame, sete, paura e l'età — in spagnolo si hanno tutte.
- Verbi come gustar: me gustaNon « io amo il libro » — « il libro mi piace ».
- A2Parlare di quello che è successo e dire che cosa si ha in mente.
- I pronomi complemento: lo, la, leQuello che si fa è lo/la — a chi, è le.
- L’indefinido: hablé, comíQuello che è successo, una volta, e poi era finito.
- Dove sta l'aggettivoDopo distingue, prima valuta.
- Per: por o parapor guarda indietro alla causa, para avanti allo scopo.
- Azione in corso: estar + gerundioPer quello che è in corso in questo istante.
- L’uso dell’articoloLo spagnolo mette l'articolo quanto l'italiano — e in un punto per niente.
- Essere: ser o estar?Che cosa una cosa è, contro come sta adesso.
- L'imperativo per tú e vosotrosLa terza persona del presente — e otto fuori serie.
- Dovere: tener que, hay que, deberIl mio obbligo, quello di tutti, quello del principio.
- Domande di conferma e risposte breviLa risposta breve qui ripete il verbo: « Sí, puedo ».
- Dove stanno i pronomiDavanti al verbo coniugato — o attaccati, ma mai in mezzo.
- L’imperfecto: hablabaCom'era, quello che era sempre così, quello che era in corso.
- Aggettivi accorciati: buen, granbueno diventa buen, grande diventa gran — ma solo davanti.
- La a personaleDavanti a una persona come complemento oggetto ci vuole una a — l'italiano non ce l'ha.
- Sapere o conoscere: saber, conocerUn fatto si sa, una persona si conosce.
- Il futuro simpleDesinenze sull'infinito intero — e dodici verbi lo accorciano.
- La condizione realizzabilese più presente — e dopo si il futuro non ci va mai.
- Quantità e misureDopo una quantità viene de — e dopo mucho quasi mai.
- I verbi riflessivi e il seme, te, se — e lo stesso se fa altre tre cose.
- Le relativeche per quasi tutto — e cuyo si accorda con la cosa, non con il padrone.
- Il perfecto: he habladoQuello che è successo in un periodo che dura ancora.
- Comparativo e superlativomás … que, e il superlativo vuole l'articolo.
- Luogo e tempo: en, a, de, desde, hastaDove una cosa sta si dice con en — dove va, con a.
- Indefiniti: alguien, nadieUna coppia per le persone e una per le cose, e tutte costruiscono la frase secondo la posizione.
- Hay o está: c’è o si trovaQuello che c'è va con hay; dove sta il noto, con estar.
- Imperativi irregolari: ven, hazOtto parole corte che si sentono il primo giorno.
- Chiedere con cortesiaIl condizionale trasforma una pretesa in una richiesta.
- Le domande con preposizioneIl tuo « da » qui si divide fra de e desde.
- Irregolari solo alla forma yoUna forma esce di riga, cinque sono regolari.
- Il femminile dei mestieriQuattro schemi — e un gruppo che cambia solo l'articolo.
- Abitudini: imperfecto, soler, indefinidoQuello che si faceva sempre — e quando una ripetizione va comunque all'indefinido.
- Comparativi: más que, tan comoTre schemi — e davanti a un numero si mette de invece di que.
- Locuzioni di luogo: encima, debajoVogliono tutte de — e senza nome il de cade.
- I pronomi dopo una preposizioneDopo para, de e con altre forme — e due si fondono.
- B1Spiegare come stanno le cose, motivare, riferire.
- Indefinido o imperfecto?Cornice o evento — e chi sta nella cornice non si conta.
- Il passivo con seIl si passivante, identico — tranne quando ci sono persone.
- L'imperativo negativono più congiuntivo — la forma affermativa qui non c'è.
- Il condicionalLe stesse radici del futuro, le desinenze dell'imperfecto.
- Il congiuntivo presenteStessa porta d'ingresso che in italiano — ma le persone si distinguono.
- Nomi composti con deLo spagnolo non compone, collega con de.
- Le domande indiretteNessun punto interrogativo, ma l'accento resta — e « se » si dice si.
- Le subordinate di tempoIl tuo futuro anteriore diventa un congiuntivo passato.
- Aggettivi con ser o estarser listo è sveglio, estar listo è pronto.
- Verbi al posto di avverbi: solerCostruzioni per cui l'italiano prende un avverbio.
- La condizione poco probabileIl tipo che passa intero — purché si lasci a casa il parlato.
- Superlativo: el mejor, -ísimoIl migliore di tutti — e la desinenza che non confronta niente.
- Due pronomi nella stessa frasePrima la persona, poi la cosa — e le diventa se.
- Il trapassato: había habladoQuello che era già finito quando è successo altro.
- Il passivo con serL'agente si mette con por, non con da.
- Imperativo di cortesia: ustedUna forma per affermativo e negativo — e vamos a per « facciamo ».
- Altri usi del presenteCon un'indicazione di tempo parla di domani; in un racconto, di allora.
- Le forme irregolari dell'indefinidoUna radice propria, un gruppo di desinenze proprio — e nessun accento sull'ultima sillaba.
- Il futuro come supposizioneSerán las tres non vuol dire « saranno le tre » nel tempo, ma « saranno le tre » nel dubbio.
- Quando usare il congiuntivoDopo credere e pensare all'affermativa lo spagnolo tiene l'indicativo.
- Terza plurale impersonaleMe han robado el coche — e « mi è stato detto » non esiste.
- Generi inattesi: el mapaIn -a e maschili lo stesso — e due parole in cui il genere cambia il significato.
- I verbi con preposizione fissaLa preposizione che un verbo vuole è di rado quella dell'italiano.
- Altre negazioni: nunca, tampocoI tuoi tre « neanche » qui sono tampoco — e « nemmeno » è ni siquiera.
- Causa, conseguenza e concessione« Perché » si divide in due: porque per la causa, para que per il fine.
- Accenti: i casi difficiliQuando le parole crescono, le vocali si scontrano e le parole brevi hanno un doppio.
- Imperativo e pronomi: dímeloAttaccati all'affermativo, davanti al negativo — e l'accento li segue.
- Raccontare al passatoL'imperfecto mette la scena, l'indefinido muove l'azione.
- Il se impersonaleSenza oggetto il verbo resta singolare — e l'aggettivo pure.
- « Diventare »: ponerse, quedarse, volverse, hacerseL'italiano dice quasi sempre « diventare » — lo spagnolo sceglie fra cinque verbi secondo che cosa cambia.
- Poder e saber: potere o saperepoder copre potere e avere il permesso, saber il saper fare.
- Si senza congiuntivo presenteMa dopo le altre congiunzioni condizionali ci va sempre.
- Gli avverbi in -menteForma femminile più -mente, ma uno solo per serie.
- Pronomi relativi: que, quienque copre quasi tutto — gli altri vengono dopo una preposizione.
- Quale futuro usareNel quotidiano quasi sempre ir a; il futuro suona scritto.
- Congiuntivo di volontà e sentimentoTutto uguale — tranne che il que non si può togliere.
- Diminutivi e accrescitivi-ito vuol dire di rado « piccolo » e quasi sempre qualcosa sul tono.
- pero, sino e sino queL'italiano usa « ma » per due lavori — lo spagnolo li divide, come « ma » e « bensì ».
- Il discorso indirettoL'accento della domanda resta anche quando il punto interrogativo sparisce.
- Chiedere senza imperativoNel quotidiano la domanda è la richiesta più frequente.
- Perfecto o indefinido?Se il periodo arriva a oggi, si mette il perfecto.
- Il participio passatoUna dozzina di irregolari contro le tue centinaia.
- B2Diventare precisi: posizione, sfumatura, subordinata.
- L’ordine delle parolehay non va mai al plurale, a differenza di « ci sono ».
- Il congiuntivo imperfettoLa forma che passa intera — costruita però da un'altra parte.
- Parole di tono: pues, bueno, valepues, bueno, vale, venga — il tuo « beh », « allora », « dai ».
- La condizione nel passatosi hubiera più participio, principale con habría.
- Le relative al congiuntivoQui l'italiano parlato si concede l'indicativo — lo spagnolo no.
- Congiuntivo di dubbio e negazioneDopo se lo spagnolo non lo mette mai.
- Punteggiatura e scritturaL'apostrofo non esiste, e la domanda prende due segni.
- Altre perifrasi: ir, andar, tener, llevarUn gerundio o un participio dopo un ausiliare — per poco a poco, di continuo e già fatto.
- Verbi che cambiano senso al passatoUno stato all'indefinido diventa il suo inizio.
- Il futuro anteriore: habré hechohabré più participio — per tutto quello che sarà finito prima di un momento futuro.
- I modali al passatoSe è riuscito lo dice il tempo verbale.
- Frasi temporali: passato e casi particolaricuando llegara, mientras con il congiuntivo, al più infinito — quello che viene dopo la regola di base.
- Estar + participio: lo statoIl tuo « venire » diventa ser, il tuo « essere » diventa estar.
- Aggettivi che cambiano significatoUn vecchio amico non è un amico anziano.
- Lo, la o le: il leísmoChi o che cosa prende lo e la, a chi prende le.
- Aggettivi e nomi con preposizione fissaNon solo i verbi vogliono una preposizione — anche gli aggettivi e i nomi.
- L’articolo neutro loAttenzione: il tuo « lo » è maschile, questo non è di nessun genere.
- Spagnolo di Spagna e d’AmericaLa stessa spaccatura che conosci fra passato prossimo e remoto.
- Il congiuntivo passato: haya hechoUn solo ausiliare, e il participio non si muove.
- Desideri con ojalá e como siojalá è il gemello di « magari » — ma fa un mestiere solo.
- Fine, conseguenza e opposizioneUna sola locuzione, de modo que, per le tue due.
- Infinito o gerundio« Nel leggere » diventa al leer, e « il mangiare » perde l'articolo.
- Indicativo o congiuntivo?Una domanda sola decide: la subordinata viene affermata?
- I connettiviIl tuo « però » in fondo alla frase qui non si può mettere.
- C1Le finezze: tono, registro, forme rare.
- Mettere in rilievo: Fue Ana quien lo dijoLa frase scissa italiana « è stata Anna a dirlo » in spagnolo non ha la a — ha un relativo.
- La concordanza dei tempi nel congiuntivoÈ la consecutio temporum che conosci già — con eccezioni che l'italiano non ammette.
- I periodi ipotetici mistiLa condizione sta nel passato, la conseguenza adesso.
- Concessive: aunque, por más que, si bienaunque con l'indicativo è un fatto, con il congiuntivo un'ipotesi — e si bien, a differenza di « sebbene », vuole l'indicativo.
- Più … più: cuanto más, cada vez másIl « più … più » italiano vuole davanti cuanto — e « sempre più » è cada vez más.
- Infinito composto, gerundio composto, participio assolutode haberlo sabido, habiendo terminado, terminada la reunión — tre forme che l'italiano conosce quasi tutte.
- Il congiuntivo che cambia il sensoQue llueva no me importa, el hecho de que, e decir e sentir con due significati.
- Condizioni senza sia menos que, con tal de que, siempre que, en caso de que — e tutte con il congiuntivo.
- Relative: el cual, quien, cuantoDopo una preposizione, senza antecedente e riferite a una frase intera — i relativi oltre que.
- Questioni di norma: dequeísmo, laísmo, habíanCiò che si sente spesso e la norma non approva — riconoscerlo senza imitarlo.
- C2Quel che resta, e che anche i madrelingua vanno a cercare.
- Pretérito anterior e la forma in -ra come trapassatohubo terminado è il trapassato remoto italiano — e la casa donde naciera è « la casa dove era nato ».
- Futuro de subjuntivo: hablare, fuereUna forma che l'italiano non ha e che oggi vive quasi solo nelle leggi e nei proverbi — basta riconoscerla.
- Registro: forme giornalistiche e stile nominaleForme che si leggono nei giornali, nei rapporti e negli atti — e che in conversazione non servono.
Il traguardo: tutta la grammatica
140 argomenti, dalle prime frasi agli ultimi ritocchi.
Come si legge il percorso. Ogni punto è un argomento di grammatica; un clic lo apre. Il colore del punto è la sua categoria, il colore del sentiero la difficoltà — verde e facile in alto, rosso bacca e difficile in basso. All’interno di un livello le categorie si susseguono, ma non serve seguirle in ordine: si può studiare un tempo verbale e intanto un argomento di un’altra categoria.
In ogni pagina di argomento puoi segnare a che punto sei — capito o non ancora sicuro. Il percorso lo mostra qui e indica il prossimo argomento aperto.
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Tutti gli argomenti in una panoramica Che cosa significa ogni livello
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