C2 · 44 parole
Teoria della letteratura
Voce narrante, discorso dei personaggi e motivo: strumenti per leggere, non verdetti.
Dietro epigonal c’è un mito tebano. I Sette contro Tebe fallirono l’assalto alla città; una generazione dopo ci riprovarono i loro figli, e la presero. I Greci li chiamarono epígonoi, « i nati dopo », da epí, « dopo », e dalla radice di gígnomai, « nascere ». Nel mito, dunque, gli epigoni sono quelli che riescono dove i padri avevano fallito. Il senso sprezzante è molto più tardo: nell’Ottocento tedesco la parola passò a indicare chi arriva dopo i grandi e sa soltanto ripeterli, e il romanzo di Karl Immermann intitolato proprio Die Epigonen contribuì a fissarlo. L’italiano conosce « epigono » con lo stesso valore, ma il tedesco ne ha fatto un aggettivo corrente della critica, e epigonal non descrive un debito: lo rimprovera. Chi scrive epigonale Lyrik dà un giudizio; chi vuole soltanto constatare una dipendenza dice che un testo knüpft an ein Vorbild an, riprende un modello. È la distinzione su cui poggia tutta la lista: prima si descrive come un testo è fatto, poi, semmai, lo si giudica.
Le parole
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Scelta e lacune, esattamente con queste 44 parole. Ciò che sbaglia torna domani.