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C2  ·  43 parole

Diritto internazionale pubblico

Trattati, consuetudine e tribunali: il diritto fra Stati che non hanno nessuno sopra di sé.

La trentaduesima voce è la distinction entre combattants et civils, e il secondo sostantivo coincide con il nostro « i civili »: chi non porta le armi e non prende parte ai combattimenti. Fin qui nessuna sorpresa. La sorpresa arriva appena la parola esce dal campo di battaglia, perché il francese le affida anche un compito che l’italiano assegna a tutt’altro aggettivo. Un policier en civil è un poliziotto in borghese; se mettre en civil è togliersi la divisa; dans le civil, il est menuisier dice che, fuori dalla caserma, fa il falegname. Dove noi andiamo a prendere la borghesia e i suoi abiti, il francese pensa semplicemente al cittadino contrapposto al militare, e resta sulla stessa parola. Il movimento contrario vale altrettanto. Il nostro « civile » significa spesso educato, rispettoso delle regole: « un paese civile », « una discussione civile ». Il francese conosce quel senso ma lo lascia ai libri di un’altra epoca, e nella lingua di oggi dice civilisé o courtois. Due parole gemelle, dunque, che si dividono il lavoro in modo diverso: chi scrive un pays civil non ha detto quello che credeva.

Le parole

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Scelta e lacune, esattamente con queste 43 parole. Ciò che sbaglia torna domani.