C2 · 35 parole
Diritto elettorale
Come i voti diventano seggi, e che cosa si perde per strada.
La trentatreesima voce è le suffrage universel, e il nome che la regge ha in francese una seconda vita fuori dalle urne, in una locuzione di tutti i giorni. Remporter tous les suffrages, oppure recueillir tous les suffrages, non ha niente di elettorale: vuol dire piacere a tutti, mettere d’accordo chiunque. Si dice di un film, di un piatto, di una proposta fatta in riunione, e sa tarte aux pommes a remporté tous les suffrages significa soltanto che la torta di mele è finita in un attimo. Sullo stesso stampo si dice les suffrages du public, il favore degli spettatori, e les suffrages de ses pairs, la stima dei colleghi. In italiano « il suffragio » non esce dal seggio in questo modo; quando ne esce, va in chiesa: « una messa in suffragio » si celebra per l’anima di un defunto, e « il suffragio » è la preghiera per i morti. Tradurre alla lettera « ha riportato tutti i suffragi » suona dunque come un verbale elettorale, o peggio come un necrologio. Le rese che funzionano sono « ha messo tutti d’accordo », « ha fatto l’unanimità », « ha conquistato tutti ».
Le parole
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Scelta e lacune, esattamente con queste 35 parole. Ciò che sbaglia torna domani.