Formazione delle parole in francese: prefissi e suffissi
Un lessico cresce in due modi. Uno è imparare parole nuove — quello lento. L’altro sono i 33 elementi di questa pagina: con una parola e qualcuno di questi si ha un’intera famiglia.
I suffissi contano più dei prefissi, per un motivo che si legge di rado: dicono la categoria della parola. Con loro si può collocare nella frase una parola sconosciuta prima di sapere che cosa significa.
Il contrario
Un prefisso in quattro forme, scelte dalla lettera che segue — come in italiano — e tre prefissi che dicono «male» o disfano.
| Elemento | Significato | Esempi |
|---|---|---|
| in- | rovescia il significato (come «in-») | inutile, incapable, injuste, incertain |
| La più frequente delle quattro, e cambia forma secondo la lettera che segue esattamente come in italiano: «inutile», «impossibile», «illegale», «irregolare». La differenza è nella pronuncia: davanti a consonante è nasale (incapable), davanti a vocale no — inutile si legge con la n come in italiano. | ||
| im- | come in-, davanti a b, m e p | impossible, impatient, imprudent, immobile |
| Non è un secondo prefisso ma lo stesso: davanti a b, m e p la n diventa m, come in «impossibile» e «immobile». Davanti a b e p è nasale (impossible), davanti a m no: immobile comincia come «immobile». | ||
| il- | come in-, davanti a l | illégal, illisible, illimité, illogique |
| Con la l doppia, come in italiano: illégal «illegale», illimité «illimitato», illogique «illogico». | ||
| ir- | come in-, davanti a r | irrégulier, irréel, irresponsable, irréparable |
| Anche qui la r doppia dell’italiano: irrégulier «irregolare», irréparable «irreparabile», irresponsable «irresponsabile». | ||
| mal- | rende cattivo o sfortunato (come «mal-» in «maldestro») | malheureux, malhonnête, maladroit, malchance |
| L’italiano ha lo stesso prefisso ma lo usa meno: maladroit è «maldestro», però malheureux è «infelice», malhonnête «disonesto» e la malchance «la sfortuna». | ||
| dé- | annulla un’azione (come «s-» o «dis-») | défaire, décharger, démonter, déplacer |
| L’italiano fa lo stesso con «s-» e «dis-»: démonter «smontare», décharger «scaricare», déplacer «spostare», défaire «disfare». Davanti a vocale diventa dés-: désordre, désagréable. | ||
| mé- | male, in modo sbagliato | méconnaître, mécontent, médire, mésentente |
| Qui l’italiano non ha un gemello fisso e usa di volta in volta un’altra soluzione: mécontent «scontento», médire «sparlare», méconnaître «non riconoscere, misconoscere». Davanti a vocale diventa més-: la mésentente, «il disaccordo». | ||
Altri prefissi
Di nuovo, prima, troppo, troppo poco, tra, insieme, attraverso.
| Elemento | Significato | Esempi |
|---|---|---|
| re- | di nuovo, indietro (come «ri-») | refaire, revenir, relire, reprendre |
| Corrisponde a «ri-»: refaire «rifare», relire «rileggere», reprendre «riprendere». Davanti a vocale diventa r- o ré-: rouvrir, réécrire — dove l’italiano tiene «ri-»: «riaprire», «riscrivere». | ||
| pré- | prima (come «pre-») | prévoir, prévenir, préparer, préavis |
| Come in italiano, ma con l’accento acuto: prévoir «prevedere», le préavis «il preavviso». Prévenir vuol dire «prevenire», ma molto spesso anche «avvisare»: prévenir quelqu’un. | ||
| sur- | troppo, sopra (come «sovra-») | surcharger, surestimer, surveiller, surprendre |
| L’italiano usa «sovra-» o «sopra-»: surcharger «sovraccaricare», surestimer «sopravvalutare». In surveiller e surprendre l’italiano ha «sor-»: «sorvegliare», «sorprendere». | ||
| sous- | troppo poco, sotto (come «sotto-») | sous-estimer, sous-sol, sous-titre, sous-louer |
| Il gemello di «sotto-»: sous-estimer «sottovalutare», le sous-titre «il sottotitolo». Il francese però scrive spesso il trattino, dove l’italiano scrive una parola sola. | ||
| entre- | tra, a vicenda (come «inter-» o «intra-») | entretenir, entreprendre, entrevoir, entracte |
| Il «tra» si vede ancora in entrevoir «intravedere» e in l’entracte, l’intervallo a teatro. Entretenir somiglia a «intrattenere», ma vuol dire soprattutto «mantenere, curare»: entretenir une voiture. | ||
| co- | insieme (come «co-») | collaborer, coéquipier, cohabiter, coauteur |
| Come in italiano, anche nella forma col- davanti a l: collaborer «collaborare». L’accento no: coéquipier («compagno di squadra») lo prende, coauteur no — va guardato parola per parola. | ||
| trans- | attraverso, al di là (come «tras-») | transporter, transférer, transmettre, transformer |
| L’italiano ha ridotto il prefisso a «tras-»: transporter «trasportare», transférer «trasferire», transmettre «trasmettere». Il francese tiene la n. | ||
Suffissi che formano sostantivi
Da un verbo nasce un’azione, da un aggettivo una qualità.
| Elemento | Significato | Esempi |
|---|---|---|
| -tion | da un verbo fa l’azione (come «-zione») | préparation, attention, question, solution |
| Il gemello di «-zione», e femminile come lui: la solution, «la soluzione». Si legge con una s, non con una z: attention. Dopo una s invece la t si sente: question — che di solito vuol dire «domanda». | ||
| -ment | da un verbo fa il processo (come «-mento») | changement, mouvement, paiement, logement |
| Il gemello di «-mento», e maschile come lui: le mouvement «il movimento», le paiement «il pagamento». Attaccata a un aggettivo, la stessa terminazione fa un avverbio come «-mente»: vedi -ement più sotto. | ||
| -eur | la persona o l’apparecchio che lo fa (come «-tore») | travailleur, vendeur, ordinateur, moteur |
| Spesso il gemello di «-tore» o «-ore»: travailleur «lavoratore», moteur «motore»; l’ordinateur è il computer. Da non confondere con le qualità in -eur, quasi tutte femminili: la chaleur, la couleur, dove l’italiano dice «il calore», «il colore». | ||
| -ier | il mestiere o il contenitore (come «-iere») | cuisinier, boulanger, ouvrier, papier |
| Somiglia a «-iere»: boulanger «panettiere», ouvrier però è «operaio», e le papier «la carta». Al femminile prende un accento grave: la cuisinière, la boulangère. | ||
| -erie | il negozio o la bottega (come «-eria») | boulangerie, boucherie, librairie, pâtisserie |
| Il gemello di «-eria»: boulangerie «panetteria», pâtisserie «pasticceria», boucherie «macelleria». La librairie è la libreria dove si comprano libri; la libreria come mobile, e la biblioteca, sono tutte e due la bibliothèque. | ||
| -té | da un aggettivo fa la qualità (come «-tà») | liberté, beauté, difficulté, qualité |
| Il gemello di «-tà», e femminile come lui: la liberté «la libertà», la qualité «la qualità». Al plurale però non resta invariato: prende una s, che non si pronuncia — les difficultés. | ||
| -esse | da un aggettivo fa la qualità (come «-ezza») | richesse, faiblesse, tristesse, politesse |
| Il gemello di «-ezza»: richesse «ricchezza», faiblesse «debolezza», tristesse «tristezza». La politesse non ha niente a che fare con la politica: è la cortesia, l’educazione. | ||
| -age | da un verbo fa il processo (come «-aggio») | passage, lavage, nettoyage, voyage |
| Il gemello di «-aggio», e maschile come lui: le passage «il passaggio», le voyage «il viaggio», le lavage «il lavaggio». Non vale per la page e la plage, dove -age non è un suffisso: femminili come «la pagina» e «la spiaggia». | ||
| -ance | da un verbo fa uno stato (spesso «-anza») | confiance, connaissance, croissance, assurance |
| Somiglia a «-anza» ma non gli corrisponde parola per parola: confiance è «fiducia», croissance «crescita», e connaissance è «conoscenza», con la e. | ||
| -ence | lo stesso di -ance, con e invece di a (spesso «-enza») | patience, différence, expérience, présence |
| -ance e -ence si pronunciano allo stesso modo: si distinguono solo per iscritto. L’italiano aiuta spesso — patience «pazienza», différence «differenza», présence «presenza» — ma non sempre, come mostra connaissance. E expérience è sia «esperienza» sia «esperimento». | ||
Suffissi che formano aggettivi
Come si riconosce un aggettivo francese.
| Elemento | Significato | Esempi |
|---|---|---|
| -eux | da un sostantivo fa un aggettivo (come «-oso») | heureux, dangereux, nerveux, courageux |
| Il gemello di «-oso»: dangereux «pericoloso», nerveux «nervoso», courageux «coraggioso». Al femminile diventa -euse: heureuse, dangereuse. | ||
| -able | da un verbo fa «che si può fare» (come «-abile») | possible, faisable, lavable, aimable |
| Il gemello di «-abile»: lavable «lavabile», faisable «fattibile», aimable «gentile, cortese». La e finale non si pronuncia: la parola finisce sulla l. | ||
| -ible | lo stesso di -able, su un altro gruppo di verbi (come «-ibile») | visible, lisible, possible, terrible |
| Spesso dove l’italiano ha «-ibile»: visible «visibile», lisible «leggibile», terrible «terribile». Non sempre: «fattibile» è faisable, con la a. | ||
| -if | da un verbo fa un aggettivo (come «-ivo») | actif, sportif, attentif, définitif |
| Di solito il gemello di «-ivo»: actif «attivo», définitif «definitivo»; ma attentif è «attento». Al femminile diventa -ive: active, sportive. | ||
| -al | da un sostantivo fa un aggettivo (come «-ale») | national, normal, central, social |
| Il gemello di «-ale»: national «nazionale», central «centrale». Il plurale maschile è di regola -aux e non -als: normaux, centraux; al femminile -ale, -ales. | ||
| -ais | forma la parola per provenienza e lingua (come «-ese») | français, anglais, japonais, lyonnais |
| Il gemello di «-ese»: anglais «inglese», japonais «giapponese», lyonnais «lionese». Minuscola per la lingua e per l’aggettivo, come in italiano; maiuscola però per la persona: un Français, «un francese». | ||
Suffissi che formano verbi e avverbi
Da una qualità nasce un’azione — o il modo di compierla.
| Elemento | Significato | Esempi |
|---|---|---|
| -iser | da un aggettivo fa un’azione (come «-izzare») | réaliser, organiser, moderniser, utiliser |
| Il gemello di «-izzare»: organiser «organizzare», moderniser «modernizzare», utiliser «utilizzare». Réaliser vuol dire «realizzare», ma nella lingua di tutti i giorni anche «rendersi conto». | ||
| -ifier | da un aggettivo fa «rendere così» (come «-ificare») | simplifier, clarifier, modifier, vérifier |
| Il gemello di «-ificare»: simplifier «semplificare», modifier «modificare», vérifier «verificare». Clarifier invece è «chiarire». | ||
| -ement | da un aggettivo fa un avverbio (come «-mente») | lentement, rapidement, heureusement, directement |
| Funziona come «-mente», e con la stessa logica: di regola si attacca al femminile. L’italiano fa «lenta» + «-mente», il francese lente + -ment. Gli aggettivi in -ent e -ant fanno -emment e -amment: évidemment, couramment. E heureusement vuol dire di solito «per fortuna». | ||