Pronuncia del francese: 36 coppie minime da ascoltare
Una coppia minima sono due parole che si distinguono per un solo suono. Chi le distingue ha il suono. Chi no, dice per anni la stessa parola e si stupisce che gli chiedano che cosa intendesse.
Questa lista è più corta di quelle solite perché segue una sola regola: contiene solo le distinzioni che in italiano non esistono. Una differenza che la propria lingua fa già non costa fatica; quelle che non fa sono quelle da esercitare.
Per questo ciascuno dei 5 gruppi dice prima che cosa fa invece chi parla italiano. È questa l’informazione vera; le parole sotto sono le prove. Qui non c’è trascrizione fonetica: chi conosce i simboli non ha bisogno di questa pagina, e a chi non li conosce non dicono nulla.
Le quattro vocali nasali
Quattro suoni che l’italiano non ha, scritti con lettere che l’italiano legge in un altro modo.
Che cosa succede: In francese an, on, in e un non sono una vocale seguita da una n, ma una vocale sola che passa anche dal naso, e la n non si pronuncia. Chi parla italiano legge quello che vede: dice «bon» con la n ben chiusa, come in «bontà», e legge vin come «vin» con la i. Sono due errori insieme: la vocale è sbagliata — in e ain suonano vicino a una e aperta, non a una i — e la lingua tocca il palato, cosa che in una vocale nasale non succede mai. La prova è semplice: se la lingua si chiude contro il palato, non era una nasale. Quando dopo la n viene una vocale o una seconda n, la nasale sparisce e la n si pronuncia come in italiano: bon, ma bonne.
| Una | significa | L’altra | significa |
|---|---|---|---|
| banc | la panchina, il banco | bon | buono |
Le banc est mouillé.La panchina è bagnata. Tutte e due finiscono con una consonante muta: a distinguerle è solo la vocale nasale. | |||
| brun | marrone, bruno | bain | il bagno |
Le bain est trop chaud.Il bagno è troppo caldo. La quarta nasale, un, nel francese di oggi tende a confondersi con in: chi le pronuncia uguali è in buona compagnia. Non va però letta come la «un» italiana, con la u. | |||
| pain | il pane | pan | il lembo, il pezzo (di muro) |
Je prends du pain frais.Prendo del pane fresco. pain non è «pen» e non è «pan»: è una e aperta che passa dal naso, senza n alla fine. | |||
| temps | il tempo (che passa e che fa) | thon | il tonno |
Je n’ai pas le temps.Non ho tempo. Il th di thon è una t qualunque, e né la p né la s di temps si pronunciano. | |||
| sans | senza | son | il suono; suo, sua |
Il est parti sans manteau.Se n’è andato senza cappotto. | |||
| vent | il vento | vin | il vino |
Le vent souffle fort.Il vento soffia forte. Chi legge vin all’italiana, con la i, non dice nessuna delle due parole. Su una terrazza servono tutte e due, e il cameriere sente la differenza. | |||
| lent | lento | lin | il lino |
Le train est lent aujourd’hui.Oggi il treno va piano. | |||
| plein | pieno | pleine | piena |
La salle est pleine.La sala è piena. Qui la nasale finisce: davanti alla e la n si pronuncia come in italiano e la vocale torna normale. | |||
| an | l’anno | année | l’anno (nel suo corso) |
L’année a été longue.È stato un anno lungo. La stessa parola in due forme, e la seconda non è più nasale: in année la n si sente, come in «anno», ma è una sola. | |||
u contro ou
La coppia di suoni che tradisce subito un italiano.
Che cosa succede: L’italiano non ha il suono della u francese: è una i detta con le labbra arrotondate come per una u. Chi non lo ha legge la lettera u come in italiano, cioè come il ou francese, e così le due parole di ogni coppia diventano una sola. È una trappola più insidiosa di quanto sembri, perché alcune parole francesi con ou suonano proprio come parole italiane: sous si pronuncia come «su», e vuol dire «sotto». Per trovare il suono: dire una i lunga e, senza muovere la lingua, stringere le labbra in avanti. Chi è cresciuto con il lombardo, il piemontese o il ligure ha già questo suono in casa.
| Una | significa | L’altra | significa |
|---|---|---|---|
| tu | tu | tout | tutto |
Tout est prêt.È tutto pronto. Il «tu» italiano, detto in francese, è tout. Per dire tu bisogna usare il suono nuovo. | |||
| rue | la strada, la via | roue | la ruota |
La rue est calme le matin.La mattina la strada è tranquilla. | |||
| dessus | sopra | dessous | sotto |
Le livre est dessous.Il libro è sotto. La trappola perfetta: dessous finisce con un suono identico al nostro «su», e vuol dire «sotto». Una frase può dire il contrario di quello che si voleva. | |||
| pu | potuto | pour | per |
C’est pour toi.È per te. | |||
| su | saputo | sous | sotto |
Le chat dort sous la table.Il gatto dorme sotto il tavolo. L’italiano «su» suona come sous, che significa il contrario. su, scritto come il nostro «su», è invece il participio di savoir. | |||
| vu | visto | vous | voi; Lei |
Vous êtes en avance.Siete in anticipo. | |||
| lu | letto (participio di lire) | loup | il lupo |
J’ai lu le livre.Ho letto il libro. | |||
é, è e la e muta
Tre segni, tre suoni — e uno spesso non si pronuncia affatto.
Che cosa succede: Qui l’italiano parte avvantaggiato: la é è la e chiusa di «perché», la è è la e aperta di «è», e l’accento si scrive perfino allo stesso modo. Il guaio è che in molte parti d’Italia le due e si distribuiscono in modo diverso dallo standard, e in francese la differenza separa dei tempi verbali: j’ai chanté contro je chantais. La vera difficoltà è la terza e, quella senza accento: non è né chiusa né aperta, è una vocale breve e indistinta, vicina alla eu, e nel parlato spesso cade del tutto, tanto che je ne sais pas diventa quasi una parola sola. Un italiano tende a pronunciarla sempre, e piena, come si fa con ogni vocale scritta: così suona come chi legge ad alta voce, e le diventa les.
| Una | significa | L’altra | significa |
|---|---|---|---|
| chanté | cantato | chantais | cantavo, cantavi |
J’ai chanté toute la soirée.Ho cantato tutta la sera. L’unica differenza che si sente tra due tempi è la e: chiusa come in «perché», aperta come in «è». Nel nord della Francia molti non la fanno più. | |||
| été | stato; l’estate | était | era |
Il était en retard.Era in ritardo. | |||
| des | dei, delle, degli | dès | fin da, a partire da |
Dès demain, tout change.Da domani cambia tutto. | |||
| ces | questi, queste | sais | so, sai |
Je ne sais pas encore.Non lo so ancora. Si pronunciano allo stesso modo e si scrivono in modo diverso: decide la frase. E ces comincia con una s, non con la c di «cena». | |||
| le | il, lo | les | i, gli, le |
Les enfants dorment.I bambini dormono. Attenzione all’abitudine: l’articolo italiano «le», con la sua e piena, in francese è les, cioè un plurale. La s del nome non si sente, quindi singolare e plurale si distinguono solo qui. | |||
| ce | questo | ses | i suoi, le sue |
Il a oublié ses clés.Ha dimenticato le chiavi. Letto all’italiana, ce diventerebbe «ce» di «cena». In francese la c davanti a e è sempre una s. | |||
| mère | la madre | mer | il mare |
La mer est calme ce matin.Stamattina il mare è calmo. Si pronunciano uguali, e una terza parola suona nello stesso modo: le maire, il sindaco. | |||
Quello che in fondo alla parola non si pronuncia
E quello che invece si pronuncia — da lì dipende il genere.
Che cosa succede: In fondo a una parola francese quasi nessuna consonante si sente: petit, grand, tard, temps, vous. Fanno eccezione, di solito, c, r, f e l — le consonanti della parola inglese careful. Chi parla italiano, dove tutto quello che è scritto si pronuncia, rischia due errori opposti. Il primo è pronunciare la consonante muta: petit detto con la t è già la forma femminile. Il secondo è aggiungere una vocale dopo la consonante finale, come capita in molte parti d’Italia con «sport» o «bar»: petite finisce con una t secca, senza nessuna e dopo. Il femminile si riconosce proprio da quella consonante che si sente.
| Una | significa | L’altra | significa |
|---|---|---|---|
| petit | piccolo | petite | piccola |
C’est une petite ville.È una piccola città. È la e a far sentire la t. Chi pronuncia le due forme allo stesso modo dice sempre il femminile. | |||
| grand | grande (maschile) | grande | grande (femminile) |
C’est une grande maison.È una casa grande. In italiano la stessa parola, in francese due: al maschile la d non si sente, al femminile sì — ma senza la e finale che un italiano ci metterebbe. | |||
| français | francese (maschile) | française | francese (femminile) |
C’est une chanson française.È una canzone francese. Al femminile la s si sente, ed è sonora come nella pronuncia settentrionale di «casa». | |||
| vert | verde (maschile) | verte | verde (femminile) |
La porte est verte.La porta è verde. | |||
| assis | seduto | assise | seduta |
Elle est assise au fond.È seduta in fondo. Tra due vocali una s semplice è sempre sonora, come nella «rosa» del nord; la doppia ss resta sorda. | |||
| plus | più | plu | piovuto; piaciuto |
Il a plu toute la nuit.Ha piovuto tutta la notte. In ne … plus («non più») la s non si pronuncia mai; quando plus vuol dire «di più», a fine frase, spesso sì. Nel parlato j’en veux plus cambia senso secondo la s. | |||
| six | sei (il numero) | si | se; così |
Si tu veux, on part maintenant.Se vuoi, partiamo adesso. Davanti a una consonante six suona proprio come si: six personnes. | |||
| neuf | nuovo | neuve | nuova |
La voiture est neuve.La macchina è nuova. La f è una delle consonanti finali che si sentono, e al femminile diventa v. neuf vuol dire anche «nove». | |||
La r e la h muta
Un suono che si fa in gola, e uno che non si fa affatto.
Che cosa succede: La r francese non si fa con la punta della lingua, come quella italiana, ma in fondo alla bocca, con il dorso della lingua vicino all’ugola. Un italiano che la vibra con la punta viene capito lo stesso, ma si riconosce alla prima parola; chi ha la cosiddetta erre moscia ha spesso già un suono vicino a quello francese. La h, invece, non crea problemi di pronuncia: è muta come in «ho» o «hanno». Il problema è un altro: ci sono due tipi di h. Davanti alla h muta l’articolo si apostrofa, come in italiano davanti a vocale: l’heure, l’homme. Davanti alla h detta aspirata no: le héros, la haine, anche se neanche quella si pronuncia. Quale h abbia una parola lo dice il dizionario, non una regola.
| Una | significa | L’altra | significa |
|---|---|---|---|
| heure | l’ora | œuvre | l’opera |
Il est arrivé à l’heure.È arrivato puntuale. La h è muta, quindi l’heure, come in italiano «l’ora». Il suono eu invece l’italiano non ce l’ha: è una e detta con le labbra arrotondate. | |||
| héros | l’eroe | zéro | lo zero |
Le héros du livre est un enfant.L’eroe del libro è un bambino. Qui l’abitudine italiana tradisce: si dice «l’eroe», ma in francese le héros, mai l’héros, perché questa h è aspirata — anche se non si sente. | |||
| rond | rotondo, tondo | long | lungo |
Le trajet est long.Il tragitto è lungo. La r e la l sono lontane per un orecchio italiano; qui conta farle seguire dalla stessa nasale, senza n e senza g finali. | |||
| rire | ridere | lire | leggere |
J’aime lire le soir.Mi piace leggere la sera. Due r in una parola sola: tutte e due in gola, e la seconda senza una vocale aggiunta dopo. | |||
| pardon | scusi, perdono | parton | partiamo (forma dialettale) |
Pardon, je ne vous ai pas vu.Mi scusi, non l’avevo visto. La differenza tra d e t è la stessa dell’italiano e non crea problemi. La r prima della consonante, invece, è quella che un italiano vibra con la punta della lingua più di tutte. | |||
Ascoltare e distinguere
Si sente una delle due parole e lei dice quale. Due possibilità vogliono dire che tirando a indovinare se ne prende la metà. Per questo ogni coppia compare due volte — una per parola. Chi non ha il suono si ferma al cinquanta per cento sulle due, e si vede; un singolo colpo non si vedrebbe.