C2 · 43 parole
Filosofia: il mestiere dell’argomentare
Fondare, distinguere, confutare — il lessico di lavoro di un seminario di filosofia in tedesco.
Das Ding an sich di Kant è « la cosa in sé », e la parola più comune dell’espressione ha una storia che nessuno sospetterebbe. Nelle lingue germaniche antiche thing, in alto tedesco antico ding, non era un oggetto: era l’assemblea degli uomini liberi che si riuniva in giorni stabiliti per deliberare e per giudicare le liti. Da lì il nome è passato alla causa discussa davanti all’assemblea, poi a una faccenda qualsiasi, e alla fine a un oggetto qualsiasi, das Ding. Il senso antico sopravvive a nord: il parlamento islandese si chiama Althing, quello norvegese Storting. E sopravvive in tedesco in un’espressione da tribunale, jemanden dingfest machen, arrestare qualcuno, cioè in origine trattenerlo per il giudizio. Per chi legge Kant il dettaglio non è solo erudizione. Ding è oggi la parola più quotidiana e meno tecnica che il tedesco abbia per un oggetto, quella di Was ist das für ein Ding, e Kant la accosta ad an sich, « in sé », per nominare ciò che resta quando si toglie tutto quello che l’esperienza ce ne dice. La parola più semplice finisce così a indicare la cosa più inaccessibile. Il plurale segue la regola normale: die Dinge an sich.
Le parole
Questa lista fa parte di Pensare e argomentare — otto liste e 353 parole che si possono anche ripassare insieme.
Ripassare questa lista
Scelta e lacune, esattamente con queste 43 parole. Ciò che sbaglia torna domani.