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C2  ·  44 parole

Diritto costituzionale

Diritti fondamentali, separazione dei poteri e il controllo che un giudice applica quando una legge deve rispondere alla Costituzione.

Dentro das Willkürverbot, il divieto di arbitrio, c’è una parola che ha cambiato segno. Die Willkür è composta da der Wille, la volontà, e da die Kür, la scelta. Quest’ultima viene dal vecchio verbo küren, scegliere, eleggere, parente dell’inglese choose, e sopravvive in der Kurfürst, il principe elettore, e nel programma libero del pattinaggio, che in tedesco si chiama appunto die Kür. In origine Willkür voleva dire dunque scelta secondo la propria volontà, senza nulla di negativo; nel tedesco medievale indicava anche lo statuto che una comunità cittadina si dava da sé. Col tempo l’accento si è spostato dalla libertà di decidere all’assenza di qualunque criterio: una decisione legata soltanto alla volontà di chi la prende. È questo il senso di oggi, lo stesso dell’italiano «arbitrio» quando è usato in cattiva parte. Il Tribunale costituzionale federale ricava il divieto dal principio generale di uguaglianza: una distinzione per cui non si trova alcuna ragione oggettiva è arbitraria, e quindi illegittima. Chi legge Willkür in una sentenza non deve cercarvi cattiveria: la parola constata solo che manca una ragione.

Le parole

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