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C2  ·  36 parole

Tecnica del vuoto

Pompe, perdite e vacuometri: il tedesco di chi produce quasi nulla e deve fare in modo che resti tale.

La quinta voce, der Rezipient, a un lettore italiano non chiede nessuno sforzo di significato: è il recipiente in cui si fa il vuoto, la campana di vetro dei vecchi laboratori o la camera d’acciaio di quelli nuovi, e la parola viene dallo stesso participio latino del nostro « recipiente ». Lo sforzo lo chiede la grammatica. I nomi maschili in -ent presi dal latino, come der Student e der Patient, seguono in tedesco la declinazione debole: prendono -en in tutti i casi tranne il nominativo singolare. Der Rezipient segue la stessa regola anche quando non indica una persona ma un pezzo di vetro, perché la declinazione va dietro alla forma della parola e non a ciò che nomina. Si scrive dunque der Druck im Rezipienten, den Rezipienten fluten, die Wand des Rezipienten, e il plurale, die Rezipienten, è identico. Chi scrive im Rezipient sbaglia come chi scrivesse dem Student. Una seconda sorpresa arriva dalla sociologia dei media, dove la stessa parola è il destinatario di un messaggio, il lettore o lo spettatore: il senso cambia del tutto, la declinazione no.

Le parole

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Scelta e lacune, esattamente con queste 36 parole. Ciò che sbaglia torna domani.