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C2  ·  34 parole

Controlli automatici

Regolatori, anelli e il motivo per cui un sistema che corregge troppo in fretta si mette a oscillare.

Der Regler, il regolatore, è tedesco solo in superficie. Viene dal verbo regeln, e questo da die Regel, la regola, che l’antico alto tedesco prese in prestito dal latino regula. In latino regula era prima di tutto un oggetto: un’asticella diritta, un righello, lo strumento con cui si traccia e si controlla una linea; da quell’immagine veniva anche il senso di norma, di modello da seguire. L’italiano ha tenuto le due strade con due parole: la regola per la norma e il regolo per l’asta, come nel regolo calcolatore degli ingegneri. Il tedesco ha lasciato cadere l’oggetto — il righello per lui è das Lineal — e ha tenuto soltanto la norma, costruendoci sopra una famiglia intera: regeln, die Regelung, die Regelstrecke, die Regelgröße, die Regelgüte. L’immagine antica però descrive ancora bene il mestiere: un regolatore riporta una grandezza sulla linea in cui deve stare. In casa lo stesso nome indica anche la manopola o il cursore di un apparecchio, e il contesto basta a distinguerli.

Le parole

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Scelta e lacune, esattamente con queste 34 parole. Ciò che sbaglia torna domani.