C1 · 53 parole
Il vino e la degustazione
Dalla vigna al bicchiere, e come si descrive quello che si assaggia.
Der Heurige si capisce solo risalendo a una parola che il tedesco del nord quasi non usa: heuer, « quest’anno », viva in Austria, in Baviera e in Svizzera. Viene dall’alto tedesco antico hiuru, che a sua volta è la fusione di due parole, un antico dimostrativo nel senso di « questo » e il nome dell’anno, jāru, lo stesso che oggi è das Jahr. È la stessa costruzione del latino hoc anno: due parole saldate in un avverbio di tempo. Da heuer nasce l’aggettivo heurig, « di quest’anno », e dall’aggettivo il sostantivo. Der Heurige è anzitutto il vino dell’ultima vendemmia; per estensione è diventato il locale del vignaiolo dove quel vino si beve, con le panche di legno alle porte di Vienna. Così una frase come wir gehen zum Heurigen non parla di un bicchiere, ma di una serata fuori. In Germania, dove heuer suona meridionale, un’istituzione simile porta un nome che guarda all’insegna invece che al calendario: die Straußwirtschaft, dal mazzo di rami appeso sopra la porta finché la mescita è aperta.
Le parole
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Ripassare questa lista
Scelta e lacune, esattamente con queste 53 parole. Ciò che sbaglia torna domani.