C1 · 36 parole
La birra a fondo
Dall’essiccatoio al bicchiere, e le parole dell’assaggiatore quando qualcosa è andato storto.
Il terzo sostantivo della lista, die Darre, è l’essiccatoio del malto: il piano riscaldato su cui l’orzo germogliato perde l’acqua e prende colore. Dietro c’è il verbo darren, seccare col calore, e dietro ancora una famiglia che il tedesco usa tutti i giorni: dürr, secco, arido, dörren, essiccare frutta e carne, e perfino der Durst, la sete, cioè la gola secca. Tutte risalgono a una radice indoeuropea che voleva dire seccare, e la stessa radice sta sotto il latino torrere, riardere, abbrustolire. L’italiano l’ha ereditata senza accorgersene: « torrido » è il caldo che secca, e « torrefare », da torrefacere, è quello che si fa al caffè — tostarlo finché è asciutto e scuro. Una torrefazione e una Darre fanno quindi lo stesso lavoro con parole cugine, l’una sul chicco di caffè, l’altra sul chicco d’orzo, e in tutte e due il grado di calore decide il colore. Anche l’inglese thirst appartiene al gruppo. Chi tiene insieme la catena ricorda die Darre senza fatica. Il resto della lista segue la birra dall’essiccatoio al bicchiere e finisce nella sala d’assaggio, dove ogni difetto ha un nome prima di avere una causa.
Le parole
Questa lista fa parte di Cibo, bevande e produzione — 22 liste e 850 parole che si possono anche ripassare insieme.
Ripassare questa lista
Scelta e lacune, esattamente con queste 36 parole. Ciò che sbaglia torna domani.