C1 · 38 parole
Vela
Virate, strambate e terzaroli: le parole che si gridano in coperta e i nomi delle cime a cui si riferiscono.
Il nodo più usato a bordo ha in tedesco un nome che un lettore italiano può smontare da sé, se sa dove guardare. Der Palstek è la gassa d’amante: l’occhio che non si stringe sotto carico e che si scioglie con le dita anche dopo una notte in tensione. Il nome ha due pezzi, e tutti e due vengono dalla lingua dei porti del Nord. Stek è la parola di bordo per il nodo, e torna in altri nomi della stessa famiglia, come der Webeleinstek, il nodo parlato, o der Schotstek, il nodo di scotta. Pal è la forma basso-tedesca di der Pfahl, il palo: letteralmente, dunque, « nodo del palo ». E der Pfahl non è germanico d’origine. È un prestito antichissimo dal latino palus, lo stesso che ha dato all’italiano « il palo ». L’alto tedesco, più a sud, ha trasformato quella p iniziale in pf, come in altre parole latine entrate molto presto; il basso tedesco delle coste l’ha lasciata com’era, e nella lingua di bordo è rimasto Pal. Chi conosce « il palo » ha quindi già in mano metà del nome, e l’altra metà gli servirà per ogni nodo che imparerà in coperta.
Le parole
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Scelta e lacune, esattamente con queste 38 parole. Ciò che sbaglia torna domani.