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C1  ·  38 parole

Ceramica: dall’argilla al forno

Preparare, formare, essiccare e cuocere l’argilla, e dare un nome a ciò che va storto a ogni passaggio.

Fra le materie prime della lista c’è die Schlämmkreide, e un lettore italiano rischia di sbagliarne proprio la metà più corta. Die Kreide suona come « la creta », e in un laboratorio di ceramica l’accostamento sembra ovvio, perché da noi la creta è la terra che si lavora al tornio. Ma Kreide non è mai argilla: è il carbonato di calcio bianco e tenero, quello delle scogliere di Dover, ed è anche il bastoncino con cui si scrive alla lavagna e che a scuola chiamiamo gesso. Le due parole sono parenti, perché vengono entrambe dal latino creta; l’italiano di tutti i giorni ne ha fatto la terra da modellare, il tedesco la terra bianca. Il primo elemento, schlämmen, vuol dire lavare in acqua e lasciar depositare, e die Schlämmkreide è dunque quel carbonato depurato e macinato finissimo che nelle ricette degli smalti fa da fondente ad alta temperatura; in italiano lo si chiama semplicemente carbonato di calcio. Per l’argilla il tedesco ha der Ton, e chi traduce Kreide con « creta » in una ricetta finisce per mettere il corpo del vaso dentro lo smalto.

Le parole

Questa lista fa parte di Cultura, fede e partecipazione — 28 liste e 1048 parole che si possono anche ripassare insieme.

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Scelta e lacune, esattamente con queste 38 parole. Ciò che sbaglia torna domani.