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C2  ·  21 parole

Falconeria

Cappuccio, geti e logoro, e le vecchie parole dei cacciatori per un uccello che si fa volare e non si tiene in gabbia.

Nella lista die Fänge sono i piedi del rapace: le dita armate di artigli con cui l’astore afferra la preda e non la molla più. La lingua dei cacciatori tedeschi li chiama così, al plurale, dove l’italiano comune direbbe zampe o artigli. Da qui viene un’espressione che si legge ogni giorno sui giornali e che di ornitologico non ha più nulla: jemandem in die Fänge geraten, oppure in jemandes Fänge geraten, finire nelle mani di qualcuno che non ti lascerà andare facilmente. È il nostro « finire nelle grinfie di qualcuno », con la stessa immagine della zampa che si chiude. Si finisce in die Fänge der Mafia o in die Fänge eines Betrügers; al contrario ci si libera, sich aus den Fängen befreien. Il verbo pesa: geraten dice che ci si è arrivati senza volerlo, per sventura o per imprudenza, e non si usa per chi ci va di sua scelta. Per questo la frase suona sempre come un avvertimento o una compassione, mai come una notizia neutra. Attenzione al singolare, però: der Fang da solo è di solito la cattura, il bottino di una battuta di pesca, e con i rapaci non c’entra.

Le parole

Questa lista fa parte di La natura e il tempo — 42 liste e 1564 parole che si possono anche ripassare insieme.

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Scelta e lacune, esattamente con queste 21 parole. Ciò che sbaglia torna domani.