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C2  ·  23 parole

Epigrafia e paleografia

Leggere ciò che è stato inciso nella pietra o scritto sulla pergamena, e le parole per ciò che è andato perduto.

Die Majuskel e die Minuskel sembrano parole di casa a chi parla italiano, e in un certo senso lo sono: dietro ci sono gli stessi aggettivi latini che hanno dato « maiuscolo » e « minuscolo ». Vale la pena guardare come sono fatti, perché la loro forma dice già qualcosa sul modo in cui i paleografi li usano. Maiusculus è costruito su maior, « più grande », che è un comparativo; a questo comparativo il latino ha aggiunto il suffisso diminutivo -culus. Il risultato non è « grande » e nemmeno « più grande », ma « un po’ più grande », « piuttosto grande »: il diminutivo smorza il confronto invece di rafforzarlo. Minusculus segue lo stesso schema a partire da minor, « più piccolo », e significa « piuttosto piccolo ». In origine non riguardavano affatto le lettere; solo molto più tardi gli eruditi li applicarono alla scrittura. Il tedesco li ha presi come sostantivi e li usa per intere scritture: in einer Majuskel tutte le lettere stanno fra due linee, mentre in einer Minuskel aste e code escono sopra e sotto la riga. È una differenza relativa, non una misura, esattamente come suggeriva il diminutivo.

Le parole

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Scelta e lacune, esattamente con queste 23 parole. Ciò che sbaglia torna domani.