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B2  ·  50 Wörter

Storia e fonti

Fonte, testimonianza, datazione, interpretazione: le parole con cui si parla del passato senza inventarlo.

A metà lista c’è le récit, e il suo parente italiano è finito in teatro. Le due parole vengono dallo stesso verbo latino, recitare, che voleva dire leggere ad alta voce, snocciolare, elencare. Il francese ne ha fatto réciter e da questo ha ricavato il nome le récit: il racconto, il testo che riferisce i fatti — le récit officiel, le récit d’un témoin, le récit de voyage. L’italiano ha tenuto « recitare » e ne ha ricavato « la recita », che è la rappresentazione, lo spettacolo: « la recita di Natale », « la recita scolastica ». Due nomi dalla stessa radice, e nessuno dei due traduce l’altro: per le récit da noi si dice « il racconto », « la narrazione », « la versione dei fatti ». Il ponte fra le due lingue è rimasto nel verbo, dove il senso antico non si è mosso: « recitare una poesia » è ancora leggere ad alta voce, come réciter un poème, e « l’articolo recita così » è il testo che pronuncia le proprie parole. Chi legge « recita » dove il francese ha récit mette un palcoscenico dentro un archivio.

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