C2 · 20 Wörter
Tecnica di palcoscenico
Ciò che pende sopra la testa degli spettatori.
La dodicesima voce è le réglage des projecteurs, e il primo nome è costruito con il suffisso più produttivo dell’intero gergo di palcoscenico. Il francese prende un verbo, gli toglie la desinenza e gli attacca -age: il nome che ne esce indica l’operazione, il lavoro nel momento in cui lo si fa. Da régler esce le réglage, e accanto gli stanno l’accrochage, le levage, le câblage, l’éclairage, le montage, le démontage, le pointage, le repérage. Nessuno di questi va imparato a memoria, perché la regola li fabbrica tutti e ne fabbrica di nuovi ogni volta che entra in officina un gesto nuovo. L’italiano possiede la forma corrispondente, « -aggio », ma non la adopera così. È un elenco breve, preso in prestito proprio dal francese — « il montaggio », « il cablaggio », « il lavaggio » — e chiuso da tempo; per tutto il resto cambiamo suffisso e diciamo « la regolazione », « l’illuminazione », « il sollevamento », « l’appendimento ». Il vantaggio per chi legge è pratico: davanti a un sostantivo francese in -age mai incontrato prima, conviene leggerlo come « il fatto di » più il verbo che ci sta dentro.
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